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ico title sx Presunti abusi nella comunità spirituale di Campli, si va avanti con i testi dell'accusa ico title dx

Attualità
Cronaca

Continua in aula il racconto sulle presunte violenze che si sarebbero verificate nel corso degli anni

Si va avanti con i testi dell'accusa nel processo in corso presso il Tribunale a Teramo, per i presunti abusi sessuali avvenuti nella comunità spirituale di Campli, Umani in Divenire. Imputati davanti al collegio presieduto dal giudice Francesco Ferretti, sono Pietro Tamburella e Valeria Ficarra, presidente e segretaria. Nel corso dell'ultima udienza che si è tenuta giovedì pomeriggio, è stata raccolta la testimonianza di una donna, non costituita parte civile, che ha riferito quanto le era stato raccontato da alcune delle vittime, oggi coinvolte nel processo.

La testimone ha raccontato di essere entrata in contatto con Tamburella secondo lo schema consueto, come ricostruito dalla procura nel fascicolo della dottoressa Silvia Scamurra, attraverso la piattaforma Tardis. Non ha frequentato la comunità come le altre da devota, ma si è recata sporadicamente a Campli, inizialmente incuriosita da quella che sembrava una realtà positiva. Solo successivamente alcune delle vittime le hanno raccontato di quei presunti terribili abusi, che oggi scandiscono il tempo delle udienze. 

Si torna in aula a dicembre per continuare con i testi dell'accusa. I difensori di parte civile, gli avvocati del CeSAP – Centro Studi sugli Abusi Psicologici – Paolo Florio e Donatella Casini, hanno presentato richiesta al presidente Ferretti di anticipare le udienze, nel tentativo di avvicinarsi quanto prima alla chiusura del processo, in corso ormai dal 2023. Le vittime si sono rivolte all’associazione, con sede in provincia di Bari e presieduta dalla psicologa Lorita Tinelli, che da anni si occupa della prevenzione e del contrasto agli abusi su tutto il territorio nazionale. 

Nell'udienza di giovedì in aula erano presenti anche i due imputati, difesi dagli avvocati Giampaolo Magnanimi e Lauro Tribuiani. Secondo l’accusa, in concorso tra loro avrebbero attuato “un collaudato schema comportamentale in cui rituali pseudo-religiosi dissimulavano vere e proprie aggressioni di natura sessuale”. Nell'ultima udienza di aprile era stata ascoltata l'ultima delle undici parti offese, che avrebbe subito due vere e proprie violenze sessuali nel 2012. Si tratta dell'unica vittima che avrebbe denunciato l'abuso perpetrato non attraverso pratiche di indebolimento o di convincimento, ma con una vera e propria aggressione fisica. 

Le altre violenze raccontante nel corso delle numerose udienze, sarebbero state invece perpetrate per induzione con uno schema comportale ripetuto e già evidenziato: una prima fase di indottrinamento attraverso il riferimento a figure archetipali, divulgazioni di filosofie in materia di radionica, esoterismo, olismo, chakra e kundalini; poi quella che sarebbe una vera e propria fase di indebolimento psico fisico raggiunto attraverso il digiuno, il lavoro nei campi, l'onore al sole, fissandolo intensamente senza poter chiudere gli occhi. Una serie di cose che avrebbe portato a indebolire le capacità reattive delle vittime, ritrovatesi poi a subire una violenza indotta.

La maggior parte delle vittime che figurano in questo proccesso, sarebbe stata scelta in base alle “condizioni di vulnerabilità fisicopsichica”. L’impianto accusatorio fa riferimento a numerosi episodi: in molti avrebbero donato ingenti somme di denaro per sostenere la comunità, mentre altri hanno raccontato di violenze subite dopo aver disobbedito a ordini come “ostentare il preteso sorriso” o fissare incessantemente la luce del sole. Alcune punizioni inflitte, secondo l’accusa, avrebbero avuto lo scopo di instillare un atteggiamento di soggezione e sottomissione nelle vittime. Si torna in aula a maggio. 

 

Nikasia Sistilli

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