L'unica delle 11 parti offese ad aver denunciato una vera e propria aggressione, e non una violenza per induzione
Una nuova udienza presso il Tribunale di Teramo ha raccontato, nel pomeriggio di ieri 16 aprile, nuove storie dell'orrore di chi sarebbe stato attirato all'interno della comunità spiriturale di Campli, Umani in divenire. Imputati davanti al collegio presieduto dal giudice Francesco Ferretti, sono Pietro Tamburella e Valeria Ficarra, presidente e segretaria, entrambi accusati di violenza sessuale. Difesi dagli avvocati Giampaolo Magnanimi e Lauro Tribuiani, sono stati rinviati a giudizio su richiesta del sostituto procuratore Silvia Scamurra. Secondo l’accusa, in concorso tra loro avrebbero attuato “un collaudato schema comportamentale in cui rituali pseudo-religiosi dissimulavano vere e proprie aggressioni di natura sessuale”.
Nell'udienza di ieri è stata ascoltata l'ultima delle undici parti offese, che avrebbe subito due vere e proprie violenze sessuali nel 2012. Si tratta dell'unica vittima che avrebbe denunciato l'abuso perpetrato non attraverso pratiche di indebolimento o di convincimento, ma con una vera e propria aggressione fisica. Nella sua deposizione durata circa 2 ore e mezza ha raccontato il momento in cui è entrata in contatto con la comunità, fino a riportare i dettagli della violenza.
Le altre violenze raccontante nel corso delle numerose udienze, sarebbero state invece perpetrate per induzione con uno schema comportale ripetuto e già evidenziato: una prima fase di indottrinamento attraverso il riferimento a figure archetipali, divulgazioni di filosofie in materia di radionica, esoterismo, olismo, chakra e kundalini; poi quella che sarebbe una vera e propria fase di indebolimento psico fisico raggiunto attraverso il digiuno, il lavoro nei campi, l'onore al sole, fissandolo intensamente senza poter chiudere gli occhi. Una serie di cose che avrebbe portato a indebolire le capacità reattive delle vittime, ritrovatesi poi a subire una violenza indotta.
Tutte le undici parti offese sono rappresentate dai legali del CeSAP – Centro Studi sugli Abusi Psicologici – gli avvocati Paolo Florio e Donatella Casini che ieri erano presenti in aula. Le vittime si sono rivolte all’associazione, con sede in provincia di Bari e presieduta dalla psicologa Lorita Tinelli, che da anni si occupa della prevenzione e del contrasto agli abusi su tutto il territorio nazionale.
Oltre alla vittima è stata ascoltata anche un'altra donna, non parte offesa, che ha raccontato la sua esperienza e la sua devozione verso la comunità. La maggior parte delle vittime che figurano in questo proccesso, sarebbe stata scelta in base alle “condizioni di vulnerabilità fisicopsichica” e sarebbe stata adescata “abilmente in internet attraverso una piattaforma denominata TARDIS”, come riportato nel fascicolo dell'accusa.
L’impianto accusatorio fa riferimento a numerosi episodi: in molti avrebbero donato ingenti somme di denaro per sostenere la comunità, mentre altri hanno raccontato di violenze subite dopo aver disobbedito a ordini come “ostentare il preteso sorriso” o fissare incessantemente la luce del sole. Alcune punizioni inflitte, secondo l’accusa, avrebbero avuto lo scopo di instillare un atteggiamento di soggezione e sottomissione nelle vittime. Si torna in aula a maggio.
Nikasia Sistilli







Presunti abusi nella comunità spirituale di Campli, l'ultima vittima racconta la violenza 












