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ico title sx Comitato Val Vibrata: «Al consiglio dell'Unione su ospedale assenti Regione, consiglieri e Asl» ico title dx

"Sindache e sindaci compatti sul documento del Comitato per il rilancio dell'ospedale. Unico presente Pepe"

Il Comitato civico per la tutela dell'Ospedale Val Vibrata e della sanità pubblica interviene sul Consiglio dell'Unione dei Comuni della Val Vibrata dedicato alla sanità, che si è tenuto ieri, venerdì 23 ottobre.

«In sala c'erano il presidente Amatucci, le sindache e i sindaci e un pubblico di cittadine e cittadini molto numeroso. Tutti erano lì per difendere la Val Vibrata e il suo ospedale da un attacco politico-amministrativo senza precedenti.»

«Mancavano invece i veri protagonisti di questa vicenda. Mancavano i vertici politico-amministrativi della Regione Abruzzo. Dei consiglieri regionali eletti nella provincia di Teramo mancavano Umberto D'Annuntiis, Paolo Gatti, Emiliano Di Matteo, Marilena Rossi, Sandro Mariani, Giovanni Cavallari ed Enio Pavone. Mancava la direzione della ASL di Teramo, a partire dal direttore generale Maurizio Di Giosia.»

«Il presidente Amatucci ha ribadito più volte che gli inviti erano stati regolarmente inviati, e così risultava anche a noi», prosegue il Comitato. «Sappiamo però che almeno al consigliere Pepe l'invito non è arrivato. Eppure era lì. Se nella trasmissione degli inviti ci sia stato qualche disguido, e quanto sia stato esteso, non spetta a noi stabilirlo.»

«Un fatto, però, resta. Del Consiglio si sapeva ampiamente. La seduta era stata rinviata di una settimana per il lutto che ha colpito Corropoli e l'intera Val Vibrata con la scomparsa del sindaco Dantino Vallese, e anche il rinvio era stato ampiamente comunicato. Chi ha voluto esserci, c'era. Le assenze, comunque si vogliano spiegare, parlano da sole.»

«Apprezziamo che l'intera assemblea abbia condiviso un nostro documento con i punti essenziali di un piano di rilancio dell'ospedale. A tal proposito, importanti sono stati gli interventi dei sindaci Luzi e Casciotti, e del consigliere regionale Pepe. È un passo importante per tornare a un approccio unitario della Val Vibrata su un tema decisivo come la sanità.»

I punti indicati dal Comitato sono cinque:

- la rete del 118, oggi priva di postazioni medicalizzate, a cominciare da quella dell'ospedale;

- il ripristino della UOC di Ostetricia-Ginecologia;

- la sistemazione dell'OBI nella sezione ex Covid;

- l'apertura della Lungodegenza;

- l'adeguamento del personale e degli spazi, questi ultimi con i necessari tempi di progettazione.

«La questione delle postazioni del 118 è tra le più importanti e, per certi aspetti, delicate. Il servizio ha una funzione primaria, l'emergenza-urgenza sul territorio. Ma i suoi medici accompagnano anche i trasferimenti dei pazienti con patologie tempo-dipendenti dai Pronto Soccorso spoke all'ospedale hub di Teramo.»

«Esiste un protocollo diffuso, il rendez-vous: un'ambulanza con il solo infermiere a bordo (India) incontra a metà strada l'automedica o l'ambulanza medicalizzata. Applicato ai trasferimenti dal Pronto Soccorso all'hub per infarto, ictus o grandi traumi, diventa però una pratica rischiosa e solleva enormi perplessità.»

«Né basta giustificare l'attuale distribuzione delle postazioni medicalizzate con presunti motivi tecnico-organizzativi. È ciò che farebbe una relazione della ASL di Teramo posta a supporto della deliberazione regionale. La difficoltà a reperire medici per il servizio non giustifica in alcun modo un'organizzazione palesemente inadeguata.»

«I rischi riguardano anzitutto le persone assistite, in termini di perdita di chance. Ma riguardano anche i medici dei Pronto Soccorso spoke, che si trovano davanti a due strade. Possono far partire l'ambulanza senza medico fino al punto d'incontro, oppure aspettare che il medico arrivi dalla sua postazione abituale, ritardando il trasferimento. Sono aspetti che rendono insicura l'attività di cura e che meritano senza dubbio un cambiamento.»

«Il clima sembra cambiato», conclude il Comitato. «Il Consiglio di venerdì 23 ottobre è uno spartiacque, che segna un prima e un dopo. Ci auguriamo che la Val Vibrata torni a essere unita, innanzitutto sulla sanità. Unita servirà anche a difendersi da una sorta di isolazionismo politico-amministrativo, di cui le sedie vuote di ieri sono una testimonianza eloquente.»

«Per quanto possibile e se richiesto, il Comitato darà il proprio contributo alla buona amministrazione della sanità. È l'unica vera garanzia del diritto alla salute di cittadine e cittadini.», conclude il Comitato.

 
 

 

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