Un caso clinico pubblicato sugli Annals of Internal Medicine ha acceso i riflettori sui possibili rischi legati all’utilizzo di ChatGPT e di altri strumenti di intelligenza artificiale nel campo della salute.
Un 60enne americano con problemi di pressione, preoccupato degli effetti del sale sulla sua dieta, ha chiesto al chatbot alternative sicure. Tra le risposte, gli è stato suggerito di utilizzare il bromuro di sodio, un composto ormai raro e noto per la sua tossicità cronica.
Dopo tre mesi di assunzione, l’uomo è stato ricoverato in ospedale con bromismo, un’intossicazione quasi scomparsa oggi ma potenzialmente grave. Secondo gli autori dello studio dell’Università di Washington a Seattle, l’episodio dimostra come l’uso improprio dell’IA possa portare a esiti sanitari potenzialmente pericolosi, soprattutto se le informazioni non vengono verificate da professionisti.
ATTENZIONE.
Gli esperti avvertono che, sebbene i chatbot siano strumenti potenti, possono generare inesattezze scientifiche non osservabili da una persona che non sia in ambito medico. In questo settore, dove la precisione è cruciale, affidarsi esclusivamente all’intelligenza artificiale può comportare rischi significativi.
Rimane chiaro, dunque, che l’IA continua a offrire supporto prezioso in molte sfere, dalla ricerca scientifica fino all’organizzazione dei dati sanitari. La lezione emersa o forse che conferma una lezione che dovrebbe essere già assodata, è la necessità di integrare sempre le informazioni fornite da strumenti digitali con il parere di medici e specialisti, soprattutto quando si parla di salute.
Daniele Piersanti







Dieta fai da te con ChatGPT: uomo finisce in ospedale intossicato da bromuro di sodio 












