La 27enne di Parigi Marly Garnreiter, stava vivendo una grande dolore per la scomparsa recente del padre 58enne Victor, quando ha iniziato a convivere con strani segnali del proprio corpo: notti insonni per via del sudore, una costante sensazione di prurito, un malessere difficile da spiegare. In un primo momento ha pensato si trattasse di ansia, forse un effetto collaterale del lutto. I controlli medici non rilevavano nulla di anomalo, gli esami del sangue erano impeccabili. Eppure, qualcosa dentro di lei le diceva che c’era di più.
Incuriosita, e forse un po’ preoccupata, ha deciso di affidarsi anche a strumenti digitali. Tra le varie ricerche e ipotesi suggerite dall’intelligenza artificiale "ChatGPT", una in particolare le è rimasta impressa: “linfoma di Hodgkin”. All’epoca, nei primi mesi del 2024, ha però preferito non pensarci troppo. Dopo diverso tempo e con il corpo che continuava a inviarle segnali — stanchezza profonda, un senso di oppressione al torace — ha deciso di ritornare dal medico. Una TAC ha individuato una massa al polmone e la biopsia ha confermato ciò che undici mesi prima era apparso su uno schermo: si trattava davvero di linfoma di Hodgkin, un tumore raro.
Marly ha affrontato la diagnosi con coraggio e per lei si prevedono dai 4 ai sei cicli di chemioterapia, iniziati a marzo 2025. La giovane ha anche scelto di congelare i propri ovuli, per non rinunciare alla possibilità, un giorno, di diventare madre. Oggi racconta la sua storia per invitare chiunque a prestare attenzione ai cambiamenti del proprio corpo, anche quelli che sembrano insignificanti.
C’è un messaggio fondamentale però da non dimenticare: ascoltarsi è importante e l’intelligenza artificiale può sicuramente essere un valido supporto vivendo in un mondo in continuo progresso ma ciò non vuole essere un invito a sottovalutare la competenza di un medico o, addirittura, non affidarsi alla medicina. Questo deve essere chiaro.
Marly non invita a curarsi da soli, anzi: la sua esperienza vuole essere un’esortazione a dialogare con i medici, a portare loro ogni dubbio, ogni sintomo, anche il più vago.
La prevenzione, quella vera, si fa insieme alla medicina, non al suo posto.
Daniele Piersanti







“ChatGPT mi ha detto che avevo un tumore”: la storia di Marly diventa virale 












