Rapagnani e Carginari (Più Uno) chiedono una mobilitazione istituzionale contro il ridimensionamento dei servizi.
Un nuovo rischio di impoverimento dei servizi pubblici per Teramo. La riorganizzazione della Gestione Pubblica dell’INPS in Abruzzo potrebbe portare all’accentramento a Pescara degli uffici che si occupano delle pensioni dei dipendenti pubblici, del trattamento di fine rapporto (TFR) e del trattamento di fine servizio (TFS), con la conseguente chiusura delle altre strutture regionali interessate.
A denunciare il possibile ridimensionamento sono i consiglieri comunali Paolo Rapagnani ed Emiliano Carginari, del gruppo Più Uno, che chiedono un intervento immediato delle istituzioni per evitare l’ennesima perdita di funzioni pubbliche nel capoluogo teramano.
Secondo quanto emerso dal confronto del 27 ottobre tra la Direzione regionale INPS e le organizzazioni sindacali, il nuovo modello organizzativo prevederebbe un polo unico regionale a Pescara, con entrata in funzione dal 1° marzo 2027. Una prospettiva che, se confermata, rischierebbe di penalizzare non soltanto i cittadini, ma anche gli enti pubblici del territorio, dalle amministrazioni comunali alle scuole.
Rapagnani e Carginari contestano una riorganizzazione che, in nome del risparmio e dell'efficienza amministrativa, finirebbe per allontanare servizi essenziali dai territori. Il problema, sottolineano, riguarda anche i rapporti tra INPS ed enti locali, che potrebbero subire rallentamenti e complicazioni nella gestione delle pratiche previdenziali.
I due consiglieri annunciano un'iniziativa in Consiglio comunale per impegnare formalmente il sindaco Gianguido D'Alberto a intervenire presso gli organismi competenti. Previsto anche il coinvolgimento dei rappresentanti regionali, con l'obiettivo di costruire una mobilitazione istituzionale trasversale.
La questione resta aperta: il trasferimento non viene presentato come una decisione definitiva, ma l'ipotesi di concentrare a Pescara funzioni oggi svolte a Teramo riaccende il dibattito sul progressivo arretramento dei servizi pubblici nella provincia. Una scelta sulla quale i consiglieri chiedono chiarezza prima che la riorganizzazione diventi irreversibile.







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