Temperature alterate da remoto e gravi danni economici:
Bastano pochi comandi impartiti da remoto per mettere in ginocchio un’attività commerciale e provocare danni economici ingenti. È quanto denunciato a Silvi Marina, in provincia di Teramo, dove il sistema di refrigerazione di un punto vendita della catena Erasmi Supermercati sarebbe stato preso di mira da un attacco informatico, con conseguenze pesanti sulla conservazione dei prodotti alimentari.
I responsabili dell’intrusione avrebbero impostato la temperatura delle celle frigorifere addirittura a 150 gradi, un valore tecnicamente irraggiungibile per queste apparecchiature. Gli impianti hanno tuttavia raggiunto temperature comprese tra 40 e 50 gradi, sufficienti a deteriorare irrimediabilmente gli alimenti conservati e a provocare la perdita dell'intera merce interessata.
A denunciare il grave episodio è Daniele Erasmi, titolare dell’omonima catena di supermercati e presidente di Confesercenti Abruzzo. Particolarmente complessi i tentativi di riportare la situazione alla normalità. Gli operatori della teleassistenza, pur intervenendo da remoto, non sono riusciti a bloccare l'attacco né a riprendere il controllo degli impianti. Si è reso quindi necessario l'arrivo dei tecnici direttamente nel punto vendita, quando ormai il danno ai prodotti alimentari era stato provocato.
La vicenda si inserisce in un fenomeno che sta interessando la distribuzione commerciale in diversi Paesi europei. Dalla Francia ad altre nazioni, numerosi supermercati hanno segnalato anomalie nei sistemi elettronici che governano la refrigerazione, con conseguenti perdite economiche. Episodi analoghi sono emersi anche in Italia, dove la Polizia Postale ha avviato accertamenti per individuare i responsabili e verificare eventuali collegamenti tra le intrusioni informatiche.
Rimangono ancora da chiarire le finalità degli attacchi e l'eventuale esistenza di un'unica organizzazione dietro i diversi episodi.
Quanto accaduto a Silvi Marina, tuttavia, apre una questione che riguarda l'intero mondo del commercio. La crescente dipendenza da apparecchiature controllate attraverso sistemi informatici espone le imprese a pericoli che possono trasformarsi rapidamente in perdite materiali. Per mandare in fumo investimenti, scorte e giornate di lavoro non è più necessario entrare fisicamente in un negozio: oggi anche una cella frigorifera può diventare il bersaglio di un attacco capace di lasciare dietro di sé soltanto merce da smaltire e un conto salatissimo per l'imprenditore.







Hacker contro i supermercati, l’attacco arriva a Silvi: celle frigorifere fuori controllo, alimenti da buttare 











