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ico title sx "Non ti vergogni essere contronatura?". Per voi è libertà di espressione o violenza digitale? ico title dx

Approfondimenti

Con il passare degli anni, i social network sono diventati non solo uno spazio di condivisione e connessione, ma anche un terreno fertile per la denigrazione, l’insulto e l’odio gratuito.

Recentemente ho visitato su instagram il profilo di un truccatore professionista omosessuale e, scorrendo i commenti, sono rimasto colpito da quanto spesso la negatività online, non che la realtà sia meglio in molti casi, superi anche solo una parola incoraggiante detta col cuore.

Frasi come “la sconfitta del genere maschile”, “tuo padre si vergogna di te”, "fai paura", "una vergogna sei" o “ma non ti vergogni essere contronatura” sono cattiveria pura, senza il minimo spunto di confronto o possibilità di dialogo.

Questo tipo di atteggiamento (sto scoprendo l'acqua calda lo so!) non si limita all’orientamento sessuale. Navigando sui social, chiunque esprima la propria individualità rischia di essere bersaglio: peso corporeo, aspetto fisico, scelte religiose, convinzioni politiche diventano pretesti per insulti gratuiti. L’anonimato dietro profili falsi o anche l'ignoranza di chi ci mette il vero nome e volto per dimostrare al mondo quanta poca materia grigia abbia, oltre che la distanza dello schermo sembrano moltiplicare la libertà di offendere, e ciò che online appare “leggero” spesso ha conseguenze profonde nel mondo reale.

Studi sul cyberbullismo e sul cyberhate mostrano chiaramente come questi attacchi si scaglino su un ventaglio molto ampio di persone, creano spesso ansia, senso di isolamento, depressione e persino gesti estremi.

Ma il problema non è però solo individuale: è culturale. I social riflettono e amplificano pregiudizi e stereotipi già presenti nella società, trasformandosi in uno specchio delle nostre paure e discriminazioni collettive.

Affrontare questa situazione richiede un uso più consapevole della rete: piattaforme responsabili, educazione, empatia e rispetto nelle interazioni quotidiane. Commentare senza offendere, confrontarsi senza delegittimare l’altro, riconoscere l’umanità altrui: gesti semplici ma fondamentali per ridurre la violenza verbale che oggi imperversa online.

In definitiva, i social possono essere luoghi di creatività, condivisione e incontro, oppure diventare arene di odio e insulti. La scelta dipende da ciascuno di noi, dalla responsabilità individuale e dal rispetto verso l’altro.

Cambierà qualcosa con questo testo? No, lo so.

Domani sarà un mondo migliore? No, lo so.

Chi ha il coraggio di insultare l'altro domani si sveglierà più intelligente? No, lo so.

L'unica cosa sicura è solo che se ogni giorno viene piantato un piccolo semino sano e costruttivo, prima o poi qualche buon frutto lo raccoglieremo. Per questo vale la pena lottare.

Daniele Piersanti

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