Per quasi due secoli, lo speculum vaginale non ha cambiato forma: il suo noto “becco d’anatra” ha spesso reso le visite ginecologiche un’esperienza stressante e dolorosa, inducendo molte donne a rimandare controlli fondamentali per la salute della cervice uterina. Oggi, però, arriva Lilium, uno strumento innovativo pensato da due ricercatrici per rivoluzionare questo ambito medico.
Progettato da Ariadna Izcara Gual, laureata alla TU Delft, e dalla sua relatrice Tamara Hoveling, Lilium rompe gli schemi tradizionali con un design ispirato a un fiore. Realizzato in gomma TPV semiflessibile, il dispositivo offre la resistenza necessaria per aprire i petali e consentire una buona visibilità della cervice, ma con una morbidezza che riduce il dolore e il disagio. La forma floreale, oltre a migliorare il comfort fisico, favorisce anche un approccio psicologico più rassicurante per le pazienti.
I test preliminari, condotti su otto pazienti e sette operatrici sanitarie, hanno mostrato un consenso unanime: migliore visibilità della cervice e maggiore comfort rispetto agli speculum tradizionali. Particolarmente efficace nelle pazienti obese, Lilium semplifica l’accesso dove gli strumenti standard spesso faticano.
Un altro aspetto innovativo è la possibilità di autoinserimento, simile a un tampone, che permette alle donne di sentirsi più sicure e protagoniste della visita, oppure l’inserimento da parte del professionista sanitario. Inoltre, Lilium è più ecologico: composto da due parti principali anziché nove, è più semplice da pulire, sterilizzare e riutilizzare.
Premiato con il Young Medical Delta Thesis Award, il progetto cerca ora partner per lo sviluppo commerciale, con l’obiettivo di rendere le visite ginecologiche un’esperienza meno invasiva, più confortevole e rispettosa dell’ambiente.
Daniele Piersanti







"Lilium": lo speculum che rende le visite ginecologiche meno fastidiose 












