La città di Graz, in Austria, si è svegliata oggi in un incubo che nessuno avrebbe potuto immaginare. Una scuola, simbolo di normalità e di crescita, è diventata l’epicentro di una strage: 10 morti e 28 feriti al momento della scrittura di questo articolo, ore 16.35, a meno di aggionamenti successivi e di questi 28, almeno 4 in condizioni critiche.
A compiere il massacro è stato Artur A., un ragazzo di 22 anni, ex studente dell’istituto, che ha fatto irruzione armato di pistola e fucile da caccia, sparando all’interno di due aule, una delle quali era proprio quella dove, anni prima, sedeva tra i banchi. Dopo aver esploso circa quaranta colpi, si è tolto la vita nel bagno della scuola. Tra le vittime ci sono studenti, insegnanti e lo stesso attentatore.
È stato attivato il protocollo “Manv”, usato solo per le emergenze con numerose vittime: ospedali in allerta, medici e psicologi mobilitati, centri di supporto allestiti attorno all’edificio. Artur A., dicono le prime ricostruzioni, si considerava una vittima di bullismo e quella convinzione, quella ferita che evidentemente si portava dentro da anni, è diventata un detonatore.
Un giovane, una nuova strage di cui dover parlare e un problema che continua ad essere troppo vivo nella quotidianità, "l'essere preso di mira", che spesso diventa una fiamma sempre accesa, soprattutto negli edifici scolastici dove la vittima torna ogni giorno a contatto con i suoi carnefici.
Non ci sono parole per descrivere il dolore dell’evento e al momento non sappiamo se dietro ciò che è stato catalogato come vendetta contro una società che non capiva l’attentatore, usciranno motivazioni ben più profonde e complesse, ciò nonostante nessuna motivazione potrà mai giustificare un'azione così drammatica come quella compiuta da Artur, ciò deve essere chiaro, ma se l’informazione serve anche per sensibilizzare oltre che aggiornare chi legge, è importante, anzi fondamentale, lavorare sui temi che una vicenda porta alla luce e che non ha confini territoriali ma riguarda tutto il genere umano anche se, purtroppo, l’evento da cui si parte è quasi sempre tragico.
Inviamo le nostre più sentite condoglianze ai familiari e conoscenti delle vittime.
Daniele Piersanti
Foto: ANSA







Le tragedie non hanno confini nazionali: la strage di oggi a Graz 












