La morte di Gino Paoli avvenuta ieri 24 marzo 2026 a Genova all’età di 91 anni, segna l’addio a una figura fondamentale della canzone d’autore italiana, capace di lasciare un segno profondo con brani entrati stabilmente nella memoria collettiva.
Accanto al profilo più conosciuto del musicista e autore, esiste però anche una vicenda meno conosciuta, che chiama in causa l’Abruzzo e, in particolare, Roseto degli Abruzzi. Lo racconta il giornale online Il Pomeriggio. Si tratta di un episodio laterale rispetto alla sua biografia artistica più nota, ma che contribuisce a restituire l’ampiezza dei suoi interessi espressivi.
Prima di consolidarsi come uno dei nomi simbolo della scuola genovese, Paoli si confrontò infatti anche con forme creative diverse da quelle strettamente musicali. In alcune ricostruzioni locali viene ricordato non soltanto come autore di canzoni, ma anche come giovane artista attratto dal disegno e dalla comunicazione visiva.
È dentro questo contesto che viene collocato il suo contributo alla storia dell’immagine turistica di Roseto. Secondo memorie cittadine e testimonianze riprese negli anni da fonti locali, Paoli avrebbe ideato nel 1960 un logo legato alla promozione della località, allora impegnata a costruire una propria riconoscibilità nel panorama balneare adriatico.
In quegli anni Roseto attraversava una fase di forte trasformazione. La crescita dell’accoglienza, la valorizzazione del lungomare e una promozione più moderna del territorio accompagnavano il passaggio da centro rivierasco a destinazione turistica strutturata. In un passaggio simile, anche un marchio o un’immagine coordinata potevano avere un ruolo nel definire il racconto pubblico della città.
Il valore di questo episodio sta proprio nella sua dimensione discreta. Non si tratta di uno dei capitoli più celebri del percorso di Paoli, né di una pagina che abbia avuto la stessa risonanza delle sue canzoni. Eppure il richiamo a Roseto aggiunge una sfumatura interessante al ritratto dell’artista: quella di un autore capace di muoversi, almeno in una fase iniziale, anche sul terreno del segno e dell’immagine.
Resta così, accanto all’eredità musicale, una traccia meno evidente ma motivo di orgoglio per la cultura abruzzese. Nel ricordo di Gino Paoli riaffiora una connessione affidata alle memorie del territorio e a un frammento della storia turistica rosetana, che in queste ore ha acquistato un significato ulteriore nell’ultimo saluto al cantautore.







Gino Paoli amava l'Abruzzo: il legame inedito con Roseto degli Abruzzi 












