Roma, via Cristoforo Colombo, oggi.
Tra le corsie che tornano ad essere trafficate come se non fossimo qui a parlare di una morte, rimangono solo tracce della corteccia di un pino, testimone silenzioso di una tragedia che ha strappato la vita a Beatrice Bellucci, 20enne studentessa di Giurisprudenza a Roma Tre.
Lei era sul lato passeggero di una Mini Cooper guidata da un’amica, quando la vettura è stata travolta da una BMW a velocità elevata, forse in gara clandestina.
Travolta è il termine esatto. Dopo lo schianto, la Mini è infatti stata scaraventata contro quel pino, poi il silenzio per Beatrice. La sua amica e i passeggeri dell’altro mezzo, tutti tra i 20 e i 22 anni, ricoverati ma vivi.
Venerdì sera, 24 ottobre 2025, per la 20enne sarebbe dovuta essere una meritata serata passata a svagare la mente dagli impegni settimanali. La giovane era innamorata della pallavolo e della Roma, passione condivisa con il papà Andrea, tra i fondatori della “Roma Volley Club femminile”.
In seguito al fatto di cronaca, si è alzato un nuovo polverone sul fenomeno delle gare clandestine, diffuse in diverse zone della Capitale.
Tutto giusto, ma la polvere vola via in fretta e se non tra una settimana, un mese, sei mesi, avremo risvolti concreti sul tema sicurezza? Magari controlli più serrati e meno perbenismi nelle pene inflitte? Perché non scordiamoci che anche ammesso ci siano risultati, Beatrice non c’è più e una famiglia è perseguitata dal dolore eterno mentre il fenomeno delle “bravate” resta preoccupante e pone interrogativi su sicurezza e responsabilità.
C’è rabbia, tanta, perché le Forze dell’Ordine non riescono a coprire tutti i fatti di cronaca e spesso hanno le mani legate nell’agire come molti spererebbero. Giovani che sottovalutano i rischi e il rispetto della legge mettono a repentaglio la propria vita e quella degli altri, mostrando talvolta una scarsa consapevolezza delle conseguenze delle loro azioni. La responsabilità educativa e il ruolo della famiglia rimangono aspetti importanti da considerare, anche se spesso non sono sufficienti a prevenire comportamenti pericolosi.
Non serve sottolineare ulteriormente il dolore per la scomparsa di Beatrice che non è quantificabile, io vi invito solo a guardare come andrà avanti la vicenda, alle grandi parole che si alzeranno in merito e a quante proposte verranno urlate, e poi? Secondo voi verrà attuato qualcosa o tutto scemerà fino al prossimo nome che non ci sarà più?
Continuate a tenere il conto di quante persone non solo a Roma ma in tutta Italia (vorrei dire nel mondo ma è utopia) si aggiungeranno alla giovane 20enne prima che qualcosa cambi, ammesso che qualcosa accada.
Daniele Piersanti
Foto incidente: Roma Today







Beatrice non c'è più per una probabile corsa clandestina: quanti nomi prima che qualcosa cambi? 












