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ico title sx Da infermiera a paziente, la teramana Aurora dona sorrisi: «La cura più grande resta l'umanità» ico title dx

Ricoverata nel reparto di Ematologia di Pescara, ha fatto passare un halloween speciale ai piccoli pazienti di oncologia

È abituata a prendersi cura degli altri, ad assistere chi soffre, a offrire una parola di conforto quando la paura sembra prendere il sopravvento. Questa volta, però, è lei ad avere bisogno di cure. Eppure, anche da un letto d’ospedale, il suo primo pensiero è stato quello di regalare un sorriso a qualcun altro.

Ce lo racconta Aurora D’Egidio, infermiera teramana attualmente ricoverata nel reparto di Ematologia dell’ospedale di Pescara per una recidiva leucemica. Una giovane donna che, mentre affronta una nuova e difficile battaglia personale, ha deciso di trasformare Halloween in un’occasione di solidarietà per i piccoli pazienti di Oncologia pediatrica.

Insieme ad Annachiara Cilli, una delle infermiere che ogni giorno si prendono cura di lei, Aurora ha organizzato una sorpresa per i bambini ricoverati: dolcetti, sorrisi e un momento di leggerezza tra le corsie di un ospedale dove, troppo spesso, le giornate sono scandite dalle terapie.

Un’iniziativa nata dal desiderio di continuare a fare ciò che ha sempre fatto nella vita: prendersi cura delle persone, anche quando è lei stessa a vivere la malattia.

A raccontarlo è stata proprio Aurora, che ha contattato la nostra redazione dal suo letto d’ospedale, affidandoci parole capaci di spiegare il significato profondo di questo gesto.

«Anche se oggi sono io la paziente e sto affrontando la mia battaglia qui in Ematologia, non ho dimenticato cosa significa prendersi cura degli altri».

Da qui l’idea di diventare, insieme ad Annachiara, due speciali «fantasmi e streghette della solidarietà», portando i dolci di Halloween ai bambini ricoverati.

Un piccolo gesto, almeno nelle intenzioni. Perché quello che è accaduto dopo si è trasformato in un’esperienza che Aurora difficilmente dimenticherà.

«I bambini sono stati felicissimi, non sapevano cosa scegliere! Erano super emozionati! Ma soprattutto, sembrava che stessero in vacanza! Una forza assurda!», ci ha raccontato al termine della visita.

Per qualche momento, tra quelle stanze, la malattia ha lasciato spazio all’entusiasmo, alla curiosità e alla normalità di una festa che ogni bambino dovrebbe poter vivere senza pensieri.

Ma a colpire Aurora è stata soprattutto la straordinaria forza dei piccoli pazienti. Bambini che, nonostante le difficoltà che stanno affrontando, hanno saputo accogliere quella sorpresa con un’energia contagiosa.

«È stata l’esperienza più forte della mia vita, la malattia lega, questa è la verità!», ha aggiunto, ringraziando i genitori, i medici e gli infermieri che hanno reso possibile l’iniziativa.

Un ringraziamento particolare è rivolto anche ai reparti di Ematologia e Oncologia pediatrica dell’ospedale di Pescara, che hanno accolto con sensibilità la proposta.

Nelle parole di Aurora emerge qualcosa che va oltre il gesto di solidarietà. C’è il rapporto tra chi cura e chi viene curato, un confine che nella sua vita si è improvvisamente ribaltato, senza però cambiare la sua capacità di guardare agli altri.

Perché essere infermieri non significa soltanto svolgere una professione, ma portare con sé una sensibilità che non scompare neppure quando si diventa pazienti.

Aurora lo aveva spiegato già alla vigilia di questo Halloween speciale: «Questo gesto nasce da un legame profondo, quel filo invisibile che unisce noi infermieri ai nostri pazienti».

Ed è proprio quel filo invisibile ad aver unito, per un giorno, una giovane donna che sta combattendo la propria battaglia e tanti bambini impegnati ad affrontare la loro.

«Anche nel momento del dolore, la cura più grande resta sempre l’umanità».

Forse è questa la frase che racconta meglio la storia di Aurora. Una donna che oggi avrebbe ogni ragione per concentrarsi soltanto su se stessa, ma che ha scelto invece di condividere la propria forza con chi ne ha bisogno.

E così, in un ospedale, tra dolcetti di Halloween e sorrisi, è stata proprio una persona che sta ricevendo cure a ricordare quanto sia prezioso continuare a prendersi cura degli altri.

 

Nikasia Sistilli

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