Uno stabilimento balneare, 71 fabbricati, 13 terreni, quote societarie e conti correnti
Uno stabilimento balneare, 71 fabbricati, 13 terreni, quote societarie e conti correnti, per un valore complessivo di circa 11,5 milioni di euro. È il patrimonio che la Guardia di Finanza di Pescara ha confiscato a un imprenditore di origini teramane, nel frattempo deceduto, che lavorava nella zona di Montesilvano nei settori finanziario, edile e immobiliare. "L'operazione è tra le più rilevanti eseguite in Abruzzo in base alla normativa antimafia", scrivono le Fiamme gialle in una nota.
Il provvedimento, disposto in primo grado dal Tribunale di Chieti in base al Codice Antimafia, è stato eseguito su delega della procura teatina. I beni erano già stati sequestrati nel 2019. L'imprenditore era stato arrestato nel 2015 perché ritenuto a capo di un'organizzazione dedita sistematicamente a reati fiscali e fallimentari, attraverso i quali, secondo gli investigatori, avrebbe accumulato per sé e per i familiari profitti illeciti per oltre 100 milioni di euro, sottraendo imposte e contributi allo Stato.
Negli ultimi vent'anni l'uomo aveva riportato diverse condanne, alcune definitive, ed era stato coinvolto in procedimenti per associazione per delinquere, estorsione, bancarotta fraudolenta e reati ambientali e fiscali. I giudici lo avevano quindi ritenuto socialmente pericoloso sotto il profilo economico.
Le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pescara hanno ricostruito il patrimonio e i reinvestimenti del denaro in società, attività commerciali e immobili, evidenziando una sproporzione tra i redditi dichiarati e il tenore di vita della famiglia. La confisca comprende anche i saldi dei rapporti finanziari intestati a dieci società e otto persone fisiche.







Bancarotte seriali, confiscati beni per 11,5 milioni in Abruzzo 











