sabato 03 ottobre 2026     +39.347.3268683     redazione@iltrafiletto.it
Il Trafiletto notizie su Teramo e Abruzzo in tempo reale

ico title sx Teramo, due anni senza il Delfico e il silenzio di piazza Dante che fa ancora rumore ico title dx

Il 3 ottobre 2024 il sequestro dello storico palazzo nel cuore di Teramo e una comunità che ha imparato ad adattarsi

Era il 3 ottobre 2024 quando lo storico palazzo di piazza Dante veniva chiuso e la sua comunità scolastica costretta, da un giorno all’altro, a lasciare quello che per generazioni era stato molto più di un semplice edificio. Da allora il centro della città ha dovuto abituarsi a un silenzio insolito: niente studenti sui gradini, niente gruppi all’ingresso, niente movimento continuo tra la piazza e le vie vicine. Un vuoto fisico, prima ancora che simbolico, che con il tempo ha assunto il peso di una ferita ancora aperta.

Per chi il Delfico lo viveva ogni giorno, questi due anni sono stati soprattutto un esercizio continuo di adattamento. Studenti, docenti, educatori e personale hanno dovuto ricostruire altrove una quotidianità che sembrava inseparabile da quelle mura, ridefinendo spazi, abitudini, tempi e relazioni. Senza perdere, però, il senso di appartenenza a una comunità che ha continuato a riconoscersi anche lontano dalla propria sede.

Ed è forse proprio questo l’aspetto che più racconta il tempo trascorso dal sequestro: la capacità di continuare a essere il Delfico senza poter più entrare al Delfico. Una scuola dispersa nei luoghi ma non nella propria identità, costretta a convivere con una provvisorietà diventata, anno dopo anno, sempre meno provvisoria.

Nel frattempo piazza Dante è rimasta lì, con il suo palazzo chiuso e una presenza che si avverte soprattutto attraverso ciò che manca. Perché il Delfico, nel tessuto urbano e nella memoria collettiva di Teramo, non è mai stato soltanto una scuola. È uno di quei luoghi nei quali si sono sedimentati pezzi di storia cittadina, generazioni di studenti, ricordi familiari, relazioni, passaggi quotidiani. Un presidio educativo, certo, ma anche un punto di riferimento urbano e umano.

Per questo, a due anni di distanza, la sua assenza continua a riguardare molto più della sola comunità scolastica. Riguarda una città che ha visto spegnersi uno dei suoi luoghi più riconoscibili e che da allora attende non soltanto la riapertura di un edificio, ma il ritorno di una parte della propria vita.

Sul fronte degli interventi, gli ultimi mesi hanno segnato alcuni passaggi importanti. Ad agosto la Conferenza di servizi speciale ha approvato il progetto definitivo, per un quadro economico complessivo di circa 26,3 milioni di euro. A settembre è stato comunicato che il progetto esecutivo era in fase di chiusura, con l’obiettivo dichiarato di arrivare all’apertura del cantiere entro la fine del 2026.

Dopo due anni, il Delfico resta ancora sospeso tra l’assenza e la prospettiva del ritorno. E forse è proprio questa la misura più autentica dell’anniversario di oggi: non soltanto ricordare il giorno in cui quelle porte si sono chiuse, ma rendersi conto di quanto, da allora, quella chiusura abbia inciso sulla scuola e sulla città.

Perché restituire il Delfico alla sua comunità significherà sì restituire agli studenti la loro sede. Ma significherà anche riportare nel cuore di Teramo un rumore, un movimento, una presenza che da due anni continuano a mancare.

Galleria

Il Trafiletto testata giornalistica online, registrata nella sezione stampa del Tribunale di Teramo in data 29/11/2022 con n. 715

Direttore Responsabile: Nikasia Sistilli
Società editrice: ORBIS s.r.l.
Codice fiscale e P. Iva: 02130190677 - Numero REA: TE – 206249
Sede legale: via Emidio Ambrosi 31 - 64100 Teramo TE

+39.347.3268683

redazione@iltrafiletto.it
direzione@iltrafiletto.it
commerciale@iltrafiletto.it