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ico title sx «Al tuo sorriso che faceva passare ogni paura»: Andrea Moretti rivive nelle lettere di chi lo ha amato ico title dx

Un piccolo ulivo decorato dagli amici custodisce i messaggi lasciati per lui

C’è una parola che ritorna quasi in ogni lettera lasciata per Andrea Moretti: sorriso. Il sorriso con cui accoglieva gli amici, quello capace di alleggerire i momenti difficili, quello che oggi chi gli ha voluto bene prova a custodire al posto suo.

Nel giorno dell’ultimo saluto al 22enne di Tottea, morto dopo la caduta nel cantiere del Colosseo, gli amici hanno voluto lasciare qualcosa che restasse: un piccolo ulivo decorato con cuori e letterine, pensieri scritti a mano per continuare a parlare con lui anche dopo la sua scomparsa.

«Non è un addio, ma un arrivederci», recita uno dei messaggi.

E poi ancora: «Al tuo sorriso che faceva passare ogni paura». «Sarai sempre il sorriso più bello del mondo, che la tua luce ti accompagni sempre. Ti voglio bene per sempre». Fino a una promessa che racchiude forse più di tutte il dolore di chi resta: «Porterò io il sorriso per te».

Tra i biglietti c’è anche quello della nipotina: «Resterai per sempre nel mio cuore, con quel tuo sorriso che riusciva a strapparci una risata anche nei momenti più bui».

Parole semplici, intime, che restituiscono Andrea lontano dalla tragedia che lo ha portato sulle cronache nazionali. Non l’operaio morto a 22 anni al Colosseo, ma il fratello, il cugino, lo zio, l’amico. Il ragazzo che, nelle testimonianze raccolte in questi giorni, viene ricordato continuamente per la sua vitalità e per quel modo immediato di trasmettere allegria. Anche il sindaco Orlando Persia, nei giorni successivi alla tragedia, lo aveva descritto come un giovane che aveva «sempre il sorriso stampato in viso».

Tottea lo aveva già accolto nel suo ultimo ritorno a casa con un intero paese fermo ad aspettarlo. Dietro il corteo c’erano anche gli amici dei Cavalieri della Laga e Sochi, il cavallo di Andrea, simbolo di una delle sue passioni più profonde.  Nei giorni dell’addio sono comparsi fotografie, pensieri e cuori con il suo nome, piccoli segni attraverso i quali la comunità ha provato a trasformare il dolore in memoria.

«Quando è volato in cielo ha portato via anche una parte di noi», è il sentimento che attraversa le lettere.

Ma quell’ulivo, con i suoi cuori appesi ai rami, racconta anche il contrario: una parte di Andrea continua a restare qui. Nelle parole della famiglia, nella voce degli amici. E soprattutto in quel sorriso che tutti, in modi diversi, promettono di non lasciare andare.

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