Oggi Crognaleto ha ricordato il ragazzo, l’artista, il figlio, oltre quella tragedia
Oggi Andrea Moretti non era l'operaio morto al Colosseo. Oggi era il figlio, il fratello, il nipote, il cugino, l'amico, l'artista che voleva portare la bellezza nel mondo e far capire che è l'uomo a distruggerla. Per lui non è andata così. È stato il destino a decidere. A portarlo via dai suoi progetti, dal suo futuro.
E questa mattina Crognaleto si è stretta ancora attorno alla famiglia e agli amici del giovane. Nel suo ricordo anche le opere, i cuori con il suo nome e quella sfera di ferro lucido che oggi assume un significato ancora più profondo.
Andrea Moretti era anche un artista. Un ragazzo capace di affidare al ferro, alle forme e alle idee una parte del proprio modo di guardare il mondo.
La famiglia ricorda in particolare un progetto che voleva realizzare: una sfera vuota, realizzata in ferro lucido. Una forma apparentemente semplice, aperta verso l’esterno, quasi consegnata al mondo e all’uomo. Dentro quella struttura Andrea aveva racchiuso un pensiero preciso: raccontare quanto proprio la mano dell’uomo possa incidere sulla fragilità della Terra, trasformandola, ferendola, arrivando persino a determinarne la rovina.
Voleva portarla in giro per l'Italia e chiedere alle persone di distruggerla. Quella distruzione che avviene proprio per mano dell'uomo. E la famiglia lo racconta. Racconta Andrea oltre la tragedia, oltre la caduta avvenuta nel cantiere del Colosseo che gli ha tolto la vita. Racconta la sensibilità di un giovane che sapeva osservare, creare, arrampicare, immaginare.
Crognaleto continua a stringersi attorno alla sua famiglia. Un lungo abbraccio collettivo che passa attraverso il dolore, i ricordi e i piccoli simboli lasciati dagli amici.
Ci sono i cuori con la scritta “Andrea”. Ci sono i pensieri, le fotografie, le parole di chi lo ha conosciuto. Ci sono soprattutto quelle opere che oggi restano come una voce silenziosa.
Andrea Moretti non era soltanto il ragazzo appassionato di montagna e arrampicata di cui si è parlato dopo la tragedia. Era un giovane capace di trasformare un pensiero in materia, un’emozione in una forma, una domanda sul futuro dell’uomo in un’opera d’arte.
Forse proprio quella sfera vuota, lucida e aperta al mondo rappresenta oggi una delle immagini più autentiche per ricordarlo: fragile e forte nello stesso momento, esposta alla mano dell’uomo, ma ancora capace di riflettere la luce.
Nikasia Sistilli


Addio ad Andrea Moretti, l’artista che voleva portare la bellezza e la fragilità nel mondo 











