sabato 26 settembre 2026     +39.347.3268683     redazione@iltrafiletto.it
Il Trafiletto notizie su Teramo e Abruzzo in tempo reale

ico title sx Una lettera per ricordare Andrea, una poesia per omaggiarlo: il ricordo diventa voce ico title dx

Alcuni residenti parlano di Andrea in una lettera, la poetessa Yuleisy Cruz Lezcano: "la sua morte non è solo cronaca"

A Crognaleto ci sono dolori che non restano dentro una casa. Attraversano le strade, entrano nei bar, si fermano nelle piazze, raggiungono le famiglie. La morte di Andrea Moretti ha aperto una ferita che il paese sente come propria. Alcuni residenti hanno scelto di raccontarla con una lettera aperta che parla soprattutto di appartenenza, montagna e radici.

«Noi siamo una famiglia», scrivono.

«Cosa ne sapete voi di cosa significa vivere in montagna e resistere ogni giorno per quella bellezza che si chiama radici? Andrea Moretti era nostro amico e nostro fratello. Andrea amava l'impresa per cui lavorava. Tutto era famiglia. Da noi, a Crognaleto, il lavoro passa spesso attraverso imprenditori che sono amici, parenti alla lontana, famiglie che si conoscono da sempre. Non siamo amici normali, non è un'impresa normale. Siamo tutti legati dalla stessa montagna che ci accompagna da quando siamo nati. Siamo tutti la stessa famiglia e Andrea era parte della nostra arrampicata. Vogliamo ringraziare il sindaco per aver protetto la comunità di Crognaleto e la famiglia di Andrea Moretti».

Adesso Crognaleto chiede soprattutto silenzio. Non quello dell’indifferenza, ma quello che accompagna i dolori troppo grandi per essere spiegati. Andrea resterà dentro i luoghi che amava, nei racconti degli amici, nei cavalli, nelle giornate di lavoro, nelle abitudini di un paese che continuerà a vivere portandosi dietro la sua assenza. Perché in montagna le persone non passano soltanto: mettono radici. Andrea, quelle radici, le aveva messe profondamente.

E poi arriva una poesia per onorare Andrea, la scrive la poetessa Yuleisy Cruz Lezcano. Una poesia che «nasce dal bisogno di non lasciare che la sua morte si consumi soltanto nelle poche ore della cronaca. A ventidue anni una vita non dovrebbe interrompersi mentre si lavora. Dietro una notizia, dietro un nome, dietro un corpo caduto, c'è una persona, una famiglia, degli amici, un futuro fatto di progetti, di attese e di giorni ancora da vivere. La poesia cerca di restituire ad Andrea Moretti una presenza, sottraendolo, per quanto possibile, alla rapidità con cui la cronaca registra una tragedia e poi passa oltre», scrive.

«Il Colosseo, nella poesia, diventa testimone silenzioso. Le sue pietre, che hanno attraversato secoli di storia, si trovano davanti alla morte improvvisa di un ragazzo del nostro tempo. L'antico e il presente si incontrano in quella notte: la grandezza del monumento contrasta con la fragilità di una vita umana spezzata.

Questa poesia vuole essere una denuncia civile contro l'indifferenza e contro il rischio che le morti sul lavoro diventino soltanto numeri, statistiche e notizie destinate a essere rapidamente dimenticate. La morte di Andrea Moretti ci ricorda che dietro ogni numero c'è un volto, una storia, una famiglia e un futuro interrotto. E forse è questo il compito più umile e necessario della poesia civile: dare un nome al dolore, conservare la traccia di chi non c'è più e trasformare il silenzio in una domanda che continui a vivere».

L'ultima altezza

Il canto del Colosseo si perde 

nell'eco della voce nella notte,
l'ombra della pietra trattiene 

il nome di un ragazzo.
Nell'ombra la memoria 

rincorre il passato,
pesa nei passi sull'aria 

tanto da deviare i pensieri,
quando s'immagina il corpo a terra, 

fra queste strutture, negli attimi
in cui il tempo si spezza e non sa 

più tornare indietro.
Non c'è luce per l'ombra 

calpestata dai passanti,
né parola capace di ricucire 

il vuoto della notte.
La cronaca raccoglie molecole sparse,
per tenerle vicine nel silenzio, 

una per una, si raccolgono da terra 

e sono frammenti di una vita

che senza dir parola, si comprendono.
Improvviso un rotolo di sirene 

scoppia in quella sera
rotta da bagliori 

che attraversano la pietra.
Il pianto ora mulinella con il fatto,
contro l'ondata di domande sospese,
che non guadagnano la riva 

a iridescenze di cocci.
Stelle morte sul davanzale al fare della sera,
il dolore del meriggio lacera la terra
e il Colosseo rimane immobile, enorme
mentre un ragazzo scompare 

nel silenzio della sua storia.


 

Galleria

Il Trafiletto testata giornalistica online, registrata nella sezione stampa del Tribunale di Teramo in data 29/11/2022 con n. 715

Direttore Responsabile: Nikasia Sistilli
Società editrice: ORBIS s.r.l.
Codice fiscale e P. Iva: 02130190677 - Numero REA: TE – 206249
Sede legale: via Emidio Ambrosi 31 - 64100 Teramo TE

+39.347.3268683

redazione@iltrafiletto.it
direzione@iltrafiletto.it
commerciale@iltrafiletto.it