Saranno decisivi gli esami tossicologici e istologici per chiarire il possibile ruolo del gas
Nessun segno di violenza sul corpo e nessuna patologia cardiaca pregressa in grado di spiegare il decesso. Come riporta Radio-Roseto, sono questi i primi risultati emersi dall'autopsia eseguita questa mattina sul corpo di Z.A., il detenuto 25enne trovato senza vita nella sua cella della casa circondariale di Castrogno nella giornata di domenica. L'esame autoptico, disposto dalla Procura della Repubblica di Teramo nell'ambito dell'inchiesta aperta per accertare le cause della morte, è stato eseguito presso l'obitorio dell'ospedale Mazzini dall'anatomopatologo Cristian D'Ovidio, incaricato dalla pubblico ministero Silvia Scamurra, titolare del fascicolo.
Dai primi riscontri medico-legali emergerebbe un quadro destinato a orientare le indagini verso ulteriori approfondimenti scientifici. L'autopsia avrebbe infatti escluso sia l'ipotesi di una morte violenta sia la presenza di pregresse patologie cardiache che possano aver provocato un arresto cardiocircolatorio spontaneo. Secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, il giovane sarebbe risultato in condizioni di salute complessivamente buone.
Proprio per questo motivo assumono ora un'importanza decisiva gli esami tossicologici e istologici, i cui risultati potrebbero arrivare nelle prossime settimane. Gli accertamenti dovranno verificare l'eventuale presenza nell'organismo di sostanze o composti riconducibili all'inalazione del gas e chiarire se vi sia un nesso causale tra le esalazioni presenti nella cella e il decesso del detenuto.
L'attenzione degli investigatori resta infatti concentrata su quanto rilevato durante il sopralluogo effettuato immediatamente dopo la scoperta del corpo. Nella stanza detentiva sarebbe stato avvertito un forte odore di gas proveniente dalla bomboletta utilizzata per alimentare il fornelletto in dotazione ai detenuti. Un elemento che aveva già indotto gli inquirenti a valutare la possibilità che il giovane possa aver inalato il contenuto della bombola, volontariamente o accidentalmente.
Al momento, tuttavia, nessuna conclusione definitiva può essere tratta. Saranno esclusivamente gli accertamenti di laboratorio a stabilire se nell'organismo del 25enne fossero presenti concentrazioni tali da provocarne la morte. Gli esami tossicologici saranno chiamati a individuare eventuali sostanze inalate, mentre quelli istologici analizzeranno i tessuti e gli organi per individuare possibili alterazioni non rilevabili nel corso dell'autopsia.
La Procura di Teramo mantiene dunque aperte tutte le piste compatibili con gli elementi raccolti finora, pur avendo escluso, sulla base dei primi accertamenti, scenari legati ad aggressioni o a cause traumatiche. L'inchiesta punta ora a ricostruire con precisione le ultime ore di vita del detenuto, verificando anche le condizioni della cella, il funzionamento della bombola e gli eventuali contatti avuti dal giovane nelle ore precedenti al decesso.
Z.A., 25 anni, di origine egiziana, era stato trasferito nel carcere di Castrogno da un istituto penitenziario del Lazio meno di un anno fa. Stava scontando una condanna per rapina e gli restavano ancora circa quattro anni di pena da espiare. Al momento della tragedia si trovava da solo nella sua cella quando è scattato l'allarme. A richiamare l'attenzione degli agenti sarebbero stati alcuni detenuti che, non ricevendo risposta dal giovane, hanno segnalato la situazione. Sul posto sono intervenuti immediatamente gli agenti della Polizia Penitenziaria e il personale sanitario del 118, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano. I sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
L'esito degli esami tossicologici e istologici rappresenterà ora il passaggio decisivo dell'inchiesta coordinata dalla Procura teramana. Solo allora gli inquirenti potranno stabilire con certezza cosa abbia provocato la morte del 25enne e se il gas rinvenuto all'interno della cella abbia avuto un ruolo determinante nel decesso.








Detenuto morto a Castrogno, l’autopsia esclude violenze e patologie cardiache 















