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ico title sx Morto in carcere a Castrogno, segnalata una fuga di gas dalla cella del detenuto ico title dx

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Adele Di Rocco (Coordinamento Codice Rosso): “Un'altra tragedia che fa interrogare su sistema carcerario”

Stando alle ulteriori informazioni emerse nelle ultime ore, il detenuto deceduto sarebbe Z.A., 25 anni. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, il giovane sarebbe morto in seguito a un arresto cardiaco.Il 25enne si trovava da solo nella propria cella quando è scattato l'allarme. Quando il personale della Polizia Penitenziaria è entrato nel locale, avrebbe avvertito un forte odore di gas. Tra le ipotesi al vaglio vi è quella di una possibile fuoriuscita proveniente dalla bombola utilizzata per il cucinino in dotazione alla cella.
Al momento, secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, sarebbero escluse sia l'ipotesi di una morte violenta sia quella di un gesto estremo. Resta tuttavia necessario attendere l'esito degli accertamenti tecnici e medico-legali per avere un quadro definitivo delle cause del decesso.
Saranno infatti l'autopsia e gli esami tossicologici e istologici, già disposti dall'autorità giudiziaria, a chiarire se la morte sia sopraggiunta a causa delle esalazioni di gas oppure per altre cause naturali che avrebbero provocato l'arresto cardiaco.
Da quanto appreso, il giovane, originario del Lazio, era stato trasferito nella casa circondariale di Castrogno da meno di un anno. Stava scontando una condanna per rapina e gli restavano ancora circa quattro anni di pena da espiare.
L'inchiesta della Procura prosegue per chiarire ogni aspetto della vicenda, mentre la salma resta a disposizione dell'autorità giudiziaria presso l'obitorio dell'ospedale Mazzini di Teramo.    

Sulla tragedia è intervenuta anche Adele Di Rocco, presidente del Coordinamento Codice Rosso, che si occupa spesso di episodi simili e ha già condotto numerose battaglie sul sistema carcerario.

«Il Dossier "Morti a Castrogno" non si arresta, un dato certo che inquieta e che evidenzia ancora una volta quanto il fenomeno sia sistemico e non riconducibile a singoli episodi isolati. Un'altra tragedia che interroga la capacità del sistema carcerario che dovrebbe garantire prevenzione, recupero percorsi di cura, un contesto dello Stato che dovrebbe che essere orientato alla tutela della persona e al reinserimento sociale. In qualità di Presidente del Coordinamento Codice Rosso esprimo le mie più sentite condoglianze ai familiari della giovane vittima», ha dichiarato Adele Di Rocco.

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