“L'insegnamento non destinatario passivo, ma regista consapevole del cambiamento”
L’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle scuole italiane, definita dalle Linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito del 9 agosto 2025, apre una fase nuova per il sistema educativo. Si tratta di una sfida complessa che porta con sé grandi opportunità ma anche rischi da governare, come sottolinea il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU).
Secondo il presidente Romano Pesavento, “l’IA rappresenta oggi un’opportunità senza precedenti: può personalizzare i percorsi di apprendimento, migliorare i processi amministrativi e favorire inclusione ed equità”. Tuttavia, precisa, “la tecnologia deve essere uno strumento al servizio dell’educazione e non un fine a sé stessa. Le decisioni educative restano in capo ai docenti, mentre la tecnologia propone informazioni, suggerimenti e strumenti di supporto”.
Il CNDDU richiama l’attenzione anche sugli aspetti psicologici: l’uso dell’IA, se guidato, può stimolare curiosità, motivazione e partecipazione, ma un impiego eccessivo o poco trasparente rischia di indebolire autonomia e pensiero critico. “Anche i docenti – osserva Pesavento – se non adeguatamente formati, possono percepire l’IA come una minaccia, generando ansia o resistenze”.
Sul piano organizzativo, le scuole sono chiamate a garantire trasparenza, sicurezza e conformità normativa attraverso strumenti come DPIA, FRIA e contratti GDPR-compliant. Le Linee guida ministeriali traducono questi principi in un percorso strutturato in cinque fasi – definizione, pianificazione, adozione, monitoraggio e conclusione – che include progetti pilota, formazione, raccolta di feedback e report periodici.
In questo quadro, il CNDDU richiama il modello HUDERIA, che integra pedagogia, etica e sicurezza e si fonda su cinque cardini: agency umana, inclusione, affidabilità, tracciabilità e responsabilità. “Solo così – evidenzia Pesavento – l’IA può diventare uno strumento realmente funzionale alla crescita della comunità scolastica”.
Il Ministero, attraverso la Piattaforma Unica, coordinerà l’adozione a livello nazionale, promuovendo condivisione di buone pratiche e monitoraggio costante. Formazione e campagne informative serviranno a ridurre ansie e diffidenze, rafforzando la fiducia di studenti e insegnanti.
L’approccio graduale, con progetti circoscritti e verificati, dovrebbe consentire di correggere errori, consolidare esperienze positive e sostenere studenti con bisogni speciali, garantendo al contempo sostenibilità economica e ambientale. “Il successo – conclude il presidente del CNDDU – dipenderà dalla capacità delle scuole di mantenere la regia educativa, applicare principi etici e normativi e promuovere una vera cultura digitale condivisa”.








Scuola e intelligenza artificiale. Pesavento: "Opportunità ma rischi da governare" 












