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ico title sx Il caso del cardinale Ouédraogo e gli ottant’anni posticipati a fine anno ico title dx

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Una manciata di giorni, o meglio undici mesi, possono fare la differenza tra essere spettatori o protagonisti in uno dei momenti più delicati della vita della Chiesa cattolica: il Conclave. È ciò che accade al cardinale Philippe Ouédraogo, arcivescovo emerito di Ouagadougou, che grazie a una variazione anagrafica torna nella rosa degli elettori papali, almeno fino al 31 dicembre 2025.

Nella scorsa edizione dell’Annuario Pontificio, il porporato risultava nato il 25 gennaio 1945, il che lo avrebbe reso ottuagenario all’inizio del 2025, escludendolo di fatto da un futuro Conclave, come previsto dalla costituzione apostolica Universi Dominici Gregis. Ma nella nuova versione dell’annuario, la data di nascita è indicata come 31 dicembre 1945, posticipando formalmente la soglia dei fatidici 80 anni.

La modifica non è passata inosservata. A segnalarla per primo, lo scorso marzo, è stato il vaticanista Hendro Munsterman sul quotidiano olandese Nederlands Dagblad, suscitando interesse (e qualche interrogativo) tra osservatori e canonisti. Ma la spiegazione è tutt’altro che misteriosa, e affonda le radici nella realtà amministrativa del Burkina Faso, Paese natale del cardinale.

Ouédraogo stesso ha spiegato che nella sua zona d’origine, in un contesto privo di ospedali e strutture civili, non veniva registrata una data precisa alla nascita. «Sono nato in casa, senza alcun documento», ha raccontato. Il 25 gennaio fu scelto in maniera convenzionale quando, ormai adolescente, fece ingresso in seminario. Più tardi, negli anni Settanta, con l’ordinazione sacerdotale e l’adesione al sistema sanitario, quella data fu riconfermata nei documenti ecclesiastici. Ma nel passaporto burkinabè, come accade per moltissimi cittadini privi di certificato di nascita, la data indicata è 31 dicembre: una prassi amministrativa consolidata nel Paese, dove la fine dell’anno viene assegnata d’ufficio nei casi dubbi.

La conseguenza ecclesiastica, però, è significativa. Nella logica della Curia romana, l’età è un elemento dirimente per stabilire la partecipazione al Conclave, e anche un dettaglio anagrafico può alterare gli equilibri. Avere o non avere diritto di voto, in un futuro appuntamento che dovrà scegliere il successore del Papa Francesco, è una questione di giorni.

Creato cardinale nel 2014, durante il primo concistoro del Pontificato, Ouédraogo rappresenta uno dei simboli dell’apertura verso le Chiese del Sud del mondo, tanto cara all’attuale Pontefice. Il suo impegno nel dialogo interreligioso in un Paese a maggioranza musulmana ha ricevuto riconoscimenti anche fuori dai confini del continente africano.

E ora, con un colpo di scena dettato da vecchie consuetudini amministrative e dalla necessità di armonizzare le date ufficiali, il suo nome resterà — ancora per un anno e mezzo — tra quelli che, in caso di Sede Vacante, entreranno nella Sistina con la responsabilità di eleggere il futuro Pontefice.

Daniele Piersanti

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