Il 10 ottobre a Sant'Egidio alla Vibrata ricordati i Jordan, tra ristampa dei libri e amicizia con i Thurtle
All'inizio degli anni Settanta, lungo la bonifica del Salinello, all'altezza dell'incrocio per Poggio Morello, un camper si fermò per un guasto. A bordo c'erano due coniugi inglesi, Gimi e Jo Jordan, abituati a viaggiare per l'Europa e particolarmente affezionati all'Italia. A soccorrerli furono Almerico e Lina Laudadio, una coppia abruzzese che, dopo averli aiutati, decise di accoglierli nella propria casa. Nessuno, in quel momento, avrebbe potuto immaginare che quell'incontro avrebbe dato origine a un legame capace di attraversare più di mezzo secolo, coinvolgendo famiglie, generazioni e due Paesi.
Gimi R.H. Jordan era un colonnello dell'esercito britannico che aveva partecipato anche allo sbarco in Normandia, mentre sua moglie Joyce, chiamata Jo, era una preside.
Quell'episodio lungo una strada del Teramano cambiò il loro rapporto con l'Abruzzo.
Da semplici viaggiatori diventarono ospiti abituali di una terra alla quale si sentirono sempre più legati. Ogni anno tornarono per trascorrervi le vacanze, stringendo amicizie a Sant'Omero, Alba Adriatica, Giulianova e Rocca Santa Maria. Con il pensionamento, la loro permanenza si prolungò anche per diversi mesi.
Ad accoglierli furono, tra gli altri, Luana Cavatassi e Renato Gasparroni, nella loro abitazione di Alba Adriatica. Proprio Luana, insegnante di inglese al Concezio Rosa di Nereto, nel 1988 suggerì a una sua studentessa, Giusy D'Antonio, di avviare una corrispondenza con i Jordan per perfezionare la conoscenza della lingua.
Quelle lettere, inizialmente legate allo studio, diventarono qualcosa di molto diverso.
Gimi e Jo conobbero Giusy e la sua numerosa famiglia di Sant'Omero, partecipando a pranzi, compleanni e ricorrenze. Dall'Inghilterra arrivavano cartoline per gli auguri e, a Natale, pacchi pieni di regali e dolci tradizionali. Il rapporto epistolare proseguì per tredici anni, fino all'ultima lettera scritta da Gimi il 13 luglio 2001, poco prima della sua morte.
Jo era scomparsa nel 2000. Gimi la seguì l'anno successivo, ma prima di morire affidò un desiderio particolare a Ruth Thurtle, una donna inglese che conosceva fin dall'infanzia e che, insieme al marito Brian, gli era stata vicina anche durante la malattia. Le chiese di andare almeno una volta in Abruzzo, per conoscere le persone alle quali lui e Jo avevano voluto bene per quasi quarant'anni.
Dopo la morte di Gimi, all'apertura del testamento, Ruth scoprì che le aveva lasciato una somma di denaro accompagnata da poche parole: "Ora puoi mantenere la promessa". Non si trattava soltanto di esaudire l'ultimo desiderio di una persona cara, ma di avvicinarsi a una parte della sua vita che fino ad allora aveva conosciuto soprattutto attraverso i racconti.
Ruth e Brian quella promessa l'hanno mantenuta, andando ben oltre la singola visita richiesta. Da venticinque anni tornano ogni estate in Abruzzo, hanno conosciuto gli amici dei Jordan e costruito a loro volta nuovi rapporti. Una continuità che racconta quanto possa essere profonda l'eredità lasciata da due persone, anche quando non riguarda beni materiali, ma affetti che altri scelgono di custodire.
Nella vita dei coniugi Thurtle c'è anche una perdita dolorosa, quella del figlio James, scomparso improvvisamente ventotto anni fa. In sua memoria hanno intrapreso un'attività di raccolta fondi per la ricerca, realizzando piccoli animaletti lavorati ai ferri e raccogliendo offerte. Un impegno che ha permesso loro di superare le 55mila sterline e che nel dicembre 2024 è stato riconosciuto dalla "British Heart Foundation" con un premio per il contributo offerto.
Tutti questi legami - che ci sono stati descritti dalla stessa Giusy D'Antonio - si sono ritrovati sabato 10 ottobre nella sala consiliare di Sant'Egidio alla Vibrata, durante l'iniziativa "Una promessa oltre le parole e il tempo". Al centro dell'incontro, oltre alla vicenda dei Jordan e dei Thurtle, la riedizione di due libri dedicati all'Abruzzo, "The Mees' of Tre Boschi" e "Belloccia", scritti da Gimi e illustrati da Jo. Opere attraverso le quali i coniugi inglesi avevano raccontato luoghi, persone e aspetti della vita di una regione che avevano imparato a considerare anche propria.
Cristiano Catalini, curatore della riedizione, ha presentato i volumi ripercorrendone gli episodi più originali, mentre la traduzione è stata realizzata da Piero Catalini. Copie delle opere sono state donate alle biblioteche comunali di Sant'Egidio alla Vibrata, Alba Adriatica e Sant'Omero, affinché quei racconti possano continuare a essere conosciuti.
Alla cerimonia, ospitata dal sindaco di Sant'Egidio alla Vibrata Annunzio Amatucci, hanno partecipato numerose famiglie che negli anni avevano accolto i Jordan, insieme ai familiari di Ruth e Brian, arrivati anche dall'Inghilterra. Altri hanno seguito l'iniziativa a distanza. Presente anche la sindaca di Alba Adriatica Antonietta Casciotti. Il Comune di Sant'Egidio alla Vibrata ha conferito ai coniugi Thurtle un riconoscimento speciale per il legame mantenuto con il territorio e per il loro impegno solidale.
Per Giusy D'Antonio, ritrovare quelle persone nella stessa sala ha significato anche ripercorrere una parte importante della propria vita, cominciata con alcune lettere scritte da studentessa.
Un legame che ancora oggi unisce l'Inghilterra all'Abruzzo e che, più di cinquant'anni fa, ebbe inizio lungo una strada del Salinello, quando due sconosciuti si fermarono ad aiutare una coppia di viaggiatori in difficoltà.
Daniele Piersanti








Una promessa prima di morire, mantenuta per 25 anni: il legame indissolubile tra due famiglie inglesi e l'Abruzzo 












