Sintomi depressivi, difficoltà quotidiane e richieste d'aiuto: cosa emerge dalle ricerche e dai servizi territoriali
Quanto può cambiare la nostra vita quando il malessere psicologico comincia a pesare sul lavoro, sugli affetti e sulle cose che prima facevamo volentieri?
Oggi, 10 ottobre, si celebra la Giornata mondiale della salute mentale. Per l’edizione 2026 l’Organizzazione mondiale della sanità richiama il valore delle esperienze di chi convive con queste difficoltà e chiede che le persone partecipino alle decisioni sui servizi e sulle cure che le riguardano.
La salute mentale riguarda anche la possibilità di affrontare le difficoltà della vita, esprimere le proprie capacità e partecipare alla comunità. Lo sottolinea l’OMS nella sua definizione di benessere mentale, ricordando che le condizioni di sofferenza possono incidere sulle relazioni familiari, sulle amicizie e sul rendimento nello studio e nel lavoro. Gli effetti entrano quindi nelle attività di ogni giorno, con conseguenze che possono essere diverse da persona a persona.
Un indicatore di questo peso arriva dalle sorveglianze PASSI e PASSI d’Argento dell’Istituto Superiore di Sanità, riferite al biennio 2023–2024. In Italia, poco più del 6% degli adulti tra 18 e 69 anni e il 9% delle persone con 65 anni o più riferisce sintomi depressivi. Fra chi li presenta, il benessere psicologico risulta compromesso, in media, per quasi 16 giorni al mese negli adulti e per 17 negli anziani. Si tratta di sintomi rilevati attraverso uno strumento di screening, che non consente di formulare una diagnosi.
Le differenze emergono anche guardando alle condizioni di vita. Nella stessa rilevazione dell’ISS, la quota di adulti con sintomi depressivi raggiunge il 18% fra chi si trova in difficoltà economiche ed è più elevata anche in presenza di precarietà lavorativa o di una malattia cronica.
Un altro aspetto riguarda la richiesta d’aiuto rilevata dall’ISS: fra gli ultra sessantacinquenni con sintomi depressivi, il 23% non chiede aiuto a nessuno. Il dato non spiega da solo le ragioni di questa scelta, ma segnala che una parte delle persone attraversa il malessere senza rivolgersi né ai propri cari né a un operatore sanitario.
Sul versante dell’assistenza, il Rapporto sulla salute mentale del Ministero della Salute, presentato dal Sistema Statistico Nazionale, registra 845.516 persone seguite dai servizi psichiatrici specialistici nel 2024. Il 55,9% è di sesso femminile e il 66,3% ha più di 45 anni. È una fotografia dell’utenza assistita, distinta dalle indagini sui sintomi nella popolazione, e riguarda un insieme più ampio di problemi di salute mentale.
Per avvicinare questo quadro all’Abruzzo, la risposta regionale può essere descritta attraverso l’Agenzia Sanitaria Regionale abruzzese illustra il percorso diagnostico terapeutico per i disturbi depressivi, recepito con la deliberazione della Giunta regionale n. 58 del 31 gennaio 2024. Il documento richiama il coinvolgimento di ambiti diversi, dalla medicina generale alla psichiatria, dalla neuropsichiatria infantile alla geriatria, e l’obiettivo di fornire risposte coordinate e appropriate. È un esempio di come uno stesso problema possa richiedere il raccordo fra professionisti e luoghi di cura differenti, nelle diverse fasi della vita.
Nel Teramano, i riferimenti territoriali sono raccolti nella pagina del Dipartimento di Salute Mentale della ASL di Teramo. La rete indicata comprende i Centri di salute mentale di Teramo e Giulianova, quello delle Terre del Cerrano e il Centro “Val Vibrata”, insieme ai servizi ospedalieri e alla neuropsichiatria infantile. Per chi vive nella provincia, conoscere questa articolazione permette di individuare i servizi ai quali chiedere informazioni sul proprio percorso.
Il rapporto fra salute mentale e partecipazione alla vita della comunità trova spazio anche nell’iniziativa “Un puzzle per ritrovarsi”, annunciata dalla ASL per il 10 ottobre in piazza del Mare a Giulianova. Promossa dal Centro diurno cittadino, prevede una gara con puzzle ricavati anche dai disegni degli ospiti del centro e degli studenti del liceo “Marie Curie”, oltre a letture e musica. L’appuntamento, gratuito e aperto alla cittadinanza, permette di incontrarsi attraverso attività condivise.
Quanto può cambiare, dunque, la nostra vita quando il malessere psicologico pesa sul lavoro e sugli affetti?
È proprio il legame con le cose di ogni giorno a ricordarci l’importanza della salute mentale. Prendersene cura significa dare attenzione al nostro benessere e alla qualità delle nostre giornate, anche oltre il 10 ottobre.
Daniele Piersanti








10 ottobre, Giornata mondiale della salute mentale: quanto pesa il disagio psicologico? I dati dall'Italia all'Abruzzo 












