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ico title sx Incidente col deltaplano a Pescasseroli, il racconto del teramano che ha soccorso il pilota ferito ico title dx

Attualità
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Alessio Procida, 42 anni di Castellalto, ha aiutato l'uomo trovato a terra: "Non ho fatto nulla di eccezionale"

La vicenda del pilota di deltaplano costretto a un atterraggio d’emergenza nel territorio di Pescasseroli ha avuto fortunatamente un lieto fine. A raccontare oggi quei momenti è Alessio Procida, 42 anni, residente a Castellalto, l’uomo che insieme alla propria famiglia si è fermato lungo la strada, ha soccorso il pilota e lo ha accompagnato fino a un luogo dal quale fosse possibile attivare i soccorsi.

Era il 16 agosto e Alessio Procida stava tornando da Pescasseroli con la compagna e i tre figli quando, sul ciglio della strada, ha notato qualcosa di insolito: un uomo in evidente stato confusionale all’interno di un campo e, poco distante, un deltaplano rosso. Non essendoci nelle vicinanze alcuna pista o area destinata all’atterraggio, ha deciso di fermare l’auto e raggiungerlo.

«Era cosciente e riusciva a camminare, ma aveva alcune ferite al volto e diverse escoriazioni alle gambe», racconta. Il pilota, Francesco, gli ha riferito di essere partito dalla zona di Cassino. Alessio gli ha dato dell’acqua e ha cercato di capire cosa fosse successo, ma l’uomo appariva disorientato e non riusciva a ricostruire con precisione gli ultimi momenti del volo.

A complicare la situazione era l’assenza di copertura telefonica. Non era quindi possibile chiamare immediatamente il 112 né avvisare i familiari. Procida ha deciso allora di far salire Francesco in macchina e di riportarlo verso Pescasseroli. Nell’auto c’erano anche la compagna e i tre figli: il pilota ha preso posto davanti, mentre la donna si è sistemata sul sedile posteriore insieme ai bambini.

Dopo alcuni chilometri è tornato il segnale. La prima preoccupazione di Alessio è stata quella di rassicurare la famiglia del pilota: con il telefono di Francesco è riuscito a contattare il fratello Mauro e la moglie, spiegando loro che era stato trovato e che era cosciente. Subito dopo ha chiamato il Numero unico di emergenza 112, che lo ha messo in comunicazione con il 118.

Arrivati nel centro di Pescasseroli, nei pressi del Municipio, Procida ha richiamato l’attenzione di alcuni agenti della Polizia Locale e, in attesa dell’arrivo dei sanitari, Francesco è rimasto seduto su una panchina sotto l’occhio della famiglia che lo aveva soccorso. Il 118 aveva nel frattempo attivato la guardia medica e il servizio di elisoccorso.

Alessio è rimasto in contatto con i familiari anche dopo l’arrivo dei soccorritori. Solo in serata ha ricevuto la notizia che aspettava: gli accertamenti avevano escluso conseguenze gravi e Francesco era fuori pericolo.

«L’emozione più forte è stata quando in serata ho saputo che Francesco stava bene. Sono stato davvero felice. La famiglia mi ha ringraziato tantissimo e sono rimasto in contatto con loro», racconta.

Ma Alessio non considera quanto fatto un gesto eccezionale. «Non penso di aver fatto qualcosa di straordinario. Ero semplicemente davanti a una persona che aveva bisogno di aiuto. Ci siamo fermati e abbiamo fatto quello che ritengo sia il dovere di ogni cittadino: tendere una mano a una persona in difficoltà».

Una storia che, nel racconto di Alessio, resta soprattutto legata a quei minuti trascorsi accanto a uno sconosciuto in difficoltà e alla scelta, immediata, di non tirare dritto. Il resto, per lui, è semplicemente ciò che avrebbe dovuto fare chiunque si fosse trovato al suo posto.

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