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ico title sx Riforma del sistema idrico in Abruzzo, Gatti a D’Alberto: “Non accetto lezioni da chi ha osteggiato la Ruzzo Reti” ico title dx

Attualità
Cronaca

Il presidente della V Commissione contesta l’allarme su Teramo: “Basta slogan, confronto sul merito”

La discussione sulla riforma del ciclo idrico in Abruzzo entra in una fase decisiva. A intervenire è Paolo Gatti, Presidente della V Commissione della Regione Abruzzo, che richiama il lavoro portato avanti negli ultimi mesi in Consiglio regionale e invita a mantenere il confronto sul piano del merito.

Per Gatti, infatti, la riforma riguarda servizi essenziali per l’intera comunità abruzzese e non può essere affrontata attraverso slogan o contrapposizioni politiche. Un concetto che, spiega, ha ribadito anche ieri nel corso delle Commissioni congiunte, sottolineando la necessità di sottrarre il tema alla strumentalizzazione.

Secondo il Presidente della V Commissione, evocare il rischio dell’ingresso dei privati non aiuterebbe a chiarire la discussione. Al contrario, a suo giudizio, proprio il ritardo nell’approvazione della legge regionale potrebbe aprire scenari più problematici per il futuro del servizio idrico.

Gatti richiama poi la posizione del sindaco di Teramo, osservando come il riferimento al rischio di privatizzazione arrivi da un amministratore che, nella propria esperienza di governo cittadino, ha privatizzato una parte significativa del servizio degli asili nido, storicamente considerato un fiore all’occhiello della città.

Sul tema del gestore unico, Gatti invita a non confondere i piani della discussione. A suo avviso, non è automatico che la presenza di un solo gestore regionale comporti la penalizzazione di un territorio rispetto a un altro. A sostegno di questa considerazione cita anche il consigliere Luciano D’Amico, favorevole all’ipotesi del gestore unico e sostenuto dal sindaco di Teramo nella corsa alla Presidenza della Regione. Pur non condividendo quella posizione, Gatti sottolinea che D’Amico non può essere accusato di voler penalizzare Teramo.

La sua proposta, tuttavia, resta diversa. Gatti ribadisce di considerare più adeguato un modello con due gestori, soluzione che ritiene più equilibrata rispetto a quella del gestore unico. In questa direzione ricorda di aver votato alcuni emendamenti e di averne presentati altri, che intende riproporre durante il passaggio in aula.

Tra le ipotesi indicate c’è anche quella di un consorzio tra Teramo e L’Aquila. Una prospettiva che, secondo Gatti, potrebbe essere costruita con il tempo e l’attenzione necessari, anche perché l’affidamento della Gran Sasso Acque scade nel 2031. Questo margine temporale consentirebbe di impostare un percorso ordinato, fondato su valutazioni tecniche e istituzionali adeguate.

Nel testo attualmente in discussione, l’analisi tecnica preventiva è affidata all’Ersi, l’Ente regionale per il servizio idrico. Per Gatti si tratta di una scelta coerente, trattandosi dell’organismo competente a svolgere le verifiche necessarie prima delle decisioni finali.

Il confronto proseguirà in aula il 26. L’obiettivo, sottolinea Gatti, è tenere insieme le esigenze complessive dell’Abruzzo e il percorso compiuto dalla Ruzzo Reti, dai sindaci del territorio e dall’intera comunità teramana.

Proprio sulla Ruzzo Reti, il Presidente della V Commissione rivendica il sostegno dato negli ultimi dieci anni alle governance che hanno guidato l’azienda. A suo giudizio, quelle gestioni hanno consentito di superare una fase di grave difficoltà economica, finanziaria e gestionale, portando la società prima alla stabilità e poi a diventare una delle realtà acquedottistiche più solide dell’Abruzzo.

Gatti conclude respingendo le critiche di chi, in passato, avrebbe contrastato quelle stesse governance e solo successivamente ne avrebbe riconosciuto il valore. Per il Presidente della V Commissione, anche in politica è possibile cambiare posizione, ma occorre farlo con chiarezza, riconoscendo gli errori precedenti e contribuendo in modo costruttivo alle scelte utili per la collettività.

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