Il Sindaco di Teramo chiede un fronte comune per difendere la Provincia, “eccellenza nella gestione idrica”
La riforma del servizio idrico ha ottenuto il via libera dalle commissioni Bilancio, Affari generali e istituzionali e Territorio, Ambiente e Infrastrutture, riunite in seduta comune ma ha provocato la netta opposizione del sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto. Secondo il primo cittadino, infatti, il testo approvato ha rappresentato una scelta penalizzante per il territorio teramano e ha attribuito un ampio margine decisionale alla Giunta regionale e all’ERSI.
D’Alberto contesta l’impostazione della proposta, sostenendo che su un tema destinato a incidere direttamente sulla qualità della vita delle comunità locali sarebbe stato necessario un confronto più approfondito con i territori. Il sindaco ha ringraziato i consiglieri teramani Mariani, Pepe e Cavallari per gli emendamenti presentati, che però sono stati bocciati, e ha annunciato la mobilitazione del territorio contro la riforma così come è stata formulata.
Uno degli aspetti principali ha riguardato la nuova Assemblea dei Sindaci. Nel testo originario - si legge nella nota comunale - era stato previsto che, in caso di suddivisione in due sub-ambiti, ciascuna ASSI fosse presieduta e convocata dal Presidente della Provincia con il maggior numero di abitanti. Con l’emendamento approvato, invece, è stato stabilito che la presidenza spettasse al Sindaco del Comune demograficamente più grande. Nel caso dei due sub-ambiti, questo ruolo è stato quindi ricondotto ai Comuni di Pescara e L’Aquila.
Il sindaco di Teramo ha evidenziato inoltre che la legge non ha definito direttamente l’ambito unico, ma ha rimesso all’ERSI il compito di elaborare una proposta sull’eventuale suddivisione in due sub-ambiti, da sottoporre poi all’approvazione della Giunta regionale. Questa impostazione, secondo D’Alberto, ha sollevato preoccupazioni anche in relazione a una possibile apertura ai privati e al rischio di non garantire livelli omogenei di efficienza del servizio sull’intero territorio abruzzese.
Le perplessità - continua il primo cittadino - sono state espresse fin dall’inizio e sono state condivise unanimemente all’interno dell’Assemblea dell’ASSI della provincia di Teramo attraverso un apposito documento. Le stesse posizioni sono state poi ribadite in una comunicazione inviata ad ANCI Abruzzo da D’Alberto insieme al Presidente della Provincia, Camillo D’Angelo, in qualità di Presidente dell’ASSI.
D’Alberto ha precisato che non è stata manifestata una contrarietà pregiudiziale alla riforma o alla razionalizzazione del sistema, purché queste abbiano prodotto reali benefici in termini di efficienza e risparmio. Il sindaco ha richiamato anche l’esperienza della Sardegna, unica regione italiana che dal 2005 ha adottato un sistema basato su un unico Ambito Territoriale Ottimale regionale e su un gestore unico, osservando che tale modello non ha comportato automaticamente un miglioramento del servizio, economie di scala o maggiori investimenti.
Secondo il primo cittadino, eventuali economie di scala avrebbero dovuto essere dimostrate attraverso un piano industriale e non semplicemente presunte. Lo stesso ragionamento, ha aggiunto, è valso anche per l’ipotesi di due sub-ambiti con due gestori. Ogni accorpamento, a suo giudizio, ha prodotto effetti sulla distribuzione dei costi tra i territori e, nel breve e medio periodo, ha rischiato di determinare un aumento significativo delle tariffe per i cittadini della provincia di Teramo.
Per questo D’Alberto ha rivolto un appello alle forze politiche e ai rappresentanti istituzionali del Teramano, al di là delle appartenenze partitiche, affinché si attivassero in difesa della provincia. Il sindaco ha indicato il territorio teramano come una realtà di eccellenza in Abruzzo nella gestione del servizio idrico e ha chiarito che la sua posizione non ha avuto il carattere di una battaglia localistica, ma di una presa di posizione contro dinamiche territoriali che, a suo avviso, hanno impedito alla Regione di garantire servizi adeguati e competitivi in modo equilibrato.
Foto: Comune di Teramo








Riforma del servizio idrico in Abruzzo, D’Alberto: “Il Teramano rischia di essere penalizzato” 















