È uscito il suo secondo disco: "Spero aiuti a capire che è importante non cedere ai meccanismi di apparenza"
Gustavo è un ragazzo che forse ha 140 denti, perché ha sempre un immenso sorriso quando lo incontro. L'ho visto poche volte, ma quel poco è bastato per carpire un mondo dietro ai suoi lunghi ricci ambiziosamente ribelli. Con la chitarra in mano, canta la sua verità perché sa che forse «l'unica forma di ribellione che ci è rimasta è quella dell'arte». Canta di non piegarsi alle convenzioni sociali, di non cadere schiavi dell'apparenza, di avere "Il coraggio di non piacere". È questo il titolo del suo nuovo disco uscito il 15 maggio. Che significa? Esattamente quello che è, non lasciarsi risucchiare dal vortice dell'algoritmo ma avere il coraggio di essere, prima di apparire.
«Io combatto per avere più coraggio possibile ma a volte finisci in quel meccanismo senza accorgertene. Spero che chi ascolterà le mie canzoni, riuscirà a trovare degli spunti per applicare ciò che dico alla sua vita e dire 'ma che cazzo me ne frega'».
«Una frase che potrebbe rappresentarmi oggi? Se non te la senti, cambia mestiere. O fai le cose con il coraggio che ci vuole, o è meglio non farle». Gustavo però non va in giro solo con la sua chitarra, ha anche un bagaglio fatto di curiosità e di università, che va da giurisprudenza, dove si è laureato, a psicologia che studia tuttora. E allora, cambierà mestiere? «Scelgo la mia strada con gli strumenti che ho, poi ovviamente si vedrà. Penso sia tutto in continua evoluzione ma quello che faccio e che studio mi permette in realtà anche di scrivere in maniera amatoriale e non professionale. Poi ovviamente è impegnativo, stancante perché c'è il rinculo ma oggi sono contento. Questa non è la mia risorsa, è la mia libertà».
E poi è anche comico, ce lo fa scoprire nell'intervista.
Nikasia Sistilli








Gustavo, da Teramo a chi ha 'Il coraggio di non piacere': «Questa non è la mia risorsa, è la mia libertà 















