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ico title sx Crisi Medio Oriente. L'Italia verso rincari energia: petrolio e gas in tensione, stangata sulle famiglie ico title dx

Spesa totale sui 2.593 euro annui a nucleo, aggravio medio di oltre 160 euro

L’equilibrio dei mercati energetici internazionali torna ad essere fragile. L’inasprimento del confronto militare in Medio Oriente, seguito all’offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ha già prodotto le prime conseguenze sui listini di petrolio e gas, con effetti che potrebbero riflettersi a breve anche sulle spese domestiche degli italiani.

Le quotazioni delle materie prime energetiche hanno reagito immediatamente all’escalation. Quando il prezzo del greggio e del gas naturale aumenta sui mercati all’ingrosso, l’incremento tende progressivamente a trasferirsi lungo tutta la filiera, fino alle bollette di famiglie e imprese.

Uno dei nodi più delicati riguarda lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio globale di energia: attraverso questo corridoio marittimo transita circa un quinto del petrolio mondiale e una quota significativa di gas naturale liquefatto. Eventuali restrizioni o rallentamenti nel traffico navale potrebbero alterare in modo rilevante il bilanciamento tra domanda e offerta a livello internazionale.

A complicare ulteriormente il quadro è intervenuta la decisione di QatarEnergy di sospendere parte delle attività downstream nel settore del GNL, dopo attacchi che hanno colpito infrastrutture energetiche nel Paese. Una scelta che ha ridotto temporaneamente l’offerta disponibile e alimentato nuove tensioni sui prezzi.

Le ripercussioni economiche, secondo le elaborazioni di Facile.it, potrebbero tradursi nei prossimi dodici mesi in un aggravio medio di almeno 121 euro per la bolletta del gas e di circa 45 euro per quella dell’energia elettrica. Complessivamente, la spesa annuale arriverebbe così a 2.593 euro, con un incremento di circa il 7% rispetto ai 2.427 euro stimati in precedenza per il 2026.

Le proiezioni tengono conto dell’andamento atteso del Pun (Prezzo unico nazionale) per l’elettricità e del Psv (Punto di scambio virtuale) per il gas, indicatori di riferimento per le dinamiche dei prezzi all’ingrosso. In un contesto così instabile, gli esperti invitano i consumatori a valutare con attenzione le condizioni contrattuali del mercato libero, considerando anche formule a prezzo fisso che possano offrire maggiore prevedibilità della spesa.

Sul fronte istituzionale, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha spiegato che il governo sta monitorando l’evoluzione della crisi. Pur non registrando al momento criticità immediate negli approvvigionamenti, l’esecutivo guarda con cautela agli sviluppi del conflitto, consapevole che un eventuale prolungamento delle ostilità potrebbe avere effetti significativi sull’intero sistema produttivo nazionale.

Secondo il ministro, sarà necessario avviare a breve un confronto con il mondo imprenditoriale per valutare eventuali interventi di sostegno. Parallelamente, si rafforza l’esigenza di accelerare, anche a livello europeo, il percorso verso una maggiore autonomia strategica nel settore energetico, così da ridurre la dipendenza da aree geopoliticamente instabili.

Daniele Piersanti

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