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ico title sx Euro falsi. Allarme sui pezzi da 20 e 50: i tagli più “comodi” per le truffe ico title dx

Cronaca
Economia

Dai sequestri in Abruzzo e Romagna ai dati BCE: ecco cosa c'è da sapere

Le banconote da 20 e 50 euro sono al centro delle cronache: rappresentano i tagli che finiscono più spesso nelle tasche di chi paga in contanti e, proprio per questo, quelli preferiti dai falsari.

Non si tratta solo di “comodità” al momento di spenderle, ma anche di una maggiore facilità di imitazione rispetto ad altri tagli.

Negli ultimi mesi, il fenomeno appare diffuso e non circoscritto a un’area specifica ma in Abruzzo, Pescara viene indicata tra le realtà più esposte e con maggiori segnalazioni anche se i riscontri arrivano da più punti della Penisola.

Tra i più recenti: nell’Avellinese, ad esempio, il 25 febbraio i carabinieri della stazione di Forino hanno denunciato una donna di 56 anni per detenzione di banconote contraffatte: durante un controllo su strada, nell’auto è stato trovato un pacchetto con 10mila euro falsi. Anche al Nord le operazioni confermano l’attenzione delle forze dell’ordine: in Romagna, con particolare riferimento alla provincia di Forlì-Cesena, nel 2025 sono state sequestrate banconote false per un valore complessivo di circa 46mila euro.

A fotografare la portata del problema ci sono pure i numeri ufficiali. Secondo i dati pubblicati dalla Banca centrale europea, nel 2024 le banconote in euro contraffatte e ritirate dalla circolazione nel mondo sono state 554mila: oltre il 75% apparteneva ai tagli da 20 e 50 euro. In Italia i pezzi ritirati sono stati 121mila e la concentrazione su quei due tagli è risultata ancora più marcata, con i 20 e 50 euro a rappresentare quasi il 90% dei casi.

Oltre al danno economico, c’è un aspetto che non va sottovalutato: in Italia falsificare o spendere consapevolmente denaro falso è un reato. Le norme di riferimento sono gli articoli 453 e 455 del codice penale, che prevedono sanzioni e reclusione.

Per chi usa contanti, la domanda pratica resta una: come ridurre il rischio di ritrovarsi in mano un biglietto contraffatto? La BCE indica una procedura semplice e replicabile, basata su tre azioni: “toccare, guardare e muovere”.

Toccare. Le banconote autentiche sono stampate su carta composta da fibre di puro cotone, che dà una consistenza più rigida rispetto a quella dei falsi. Se le si maneggia, la carta tende a produrre un suono più “secco”. Inoltre, alcune parti presentano elementi in rilievo o comunque percepibili al tatto: nei pezzi contraffatti, invece, la superficie risulta spesso più liscia e morbida.

Guardare controluce. Un controllo immediato è quello della filigrana, cioè il disegno che compare quando la banconota viene messa in trasparenza. Nello stesso modo va verificata la presenza del filo di sicurezza. Se questi dettagli appaiono confusi, incoerenti o poco definiti, è un campanello d’allarme.

Muovere e inclinare. Ci sono poi due elementi che, nelle imitazioni, possono risultare alterati. Il primo è la striscia olografica sul bordo: inclinando la banconota, l’immagine deve cambiare mostrando alternativamente il valore numerico o il disegno principale. Il secondo è la striscia brillante sul retro, al centro: muovendo il biglietto, sulla striscia dorata devono vedersi con chiarezza la cifra del valore e il simbolo dell’euro.

In caso di dubbio, la regola di prudenza è semplice: non tentare di rimetterla in circolazione. Oltre al rischio di alimentare una truffa, farlo consapevolmente può esporre a conseguenze penali. Meglio fermarsi, far verificare la banconota e segnalare l’accaduto alle autorità competenti.

Daniele Piersanti

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