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ico title sx Abruzzo e cassa integrazione, Magnacca: “Non è crisi strutturale” ico title dx

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Per l'assessore pesa l'automotive ma l'occupazione regge

L’utilizzo della cassa integrazione in Abruzzo, alla luce dei dati dell’Osservatorio Inps, torna al centro del confronto tra istituzioni e parti sociali. Sul tema interviene Tiziana Magnacca, assessore regionale alle Attività Produttive e al Lavoro, che invita a leggere i numeri dentro il quadro economico nazionale e settoriale, e a non trasformare l’aumento degli ammortizzatori sociali in una diagnosi automatica di crisi strutturale del sistema produttivo regionale.

Secondo Magnacca, infatti, “nonostante l’Osservatorio Inps ci consegni un Abruzzo che sta utilizzando più di altri rispetto ad altre regioni la cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga non si può parlare di difficoltà strutturale del tessuto produttivo”, precisando che “è sbagliato farlo pur non sottovalutando la portata degli ammortizzatori sociali autorizzati ed effettivamente utilizzati”. L’assessore lega in modo diretto il ricorso alla cassa integrazione alla crisi che ha investito l’automotive: una cassa integrazione “legata alla crisi che ha messo in sofferenza il settore automobilistico” e che, aggiunge, “nel bene e nel male, ha preservato la tenuta sociale”.

Nel ragionamento dell’assessore, l’elemento da sottolineare è soprattutto la tenuta dell’occupazione: “L’Abruzzo ha mantenuto intatti i suoi livelli occupazionali e se permettete questo consente di vedere il bicchiere mezzo pieno”. Da qui una linea politica rivendicata con chiarezza: “Abbiamo gestito e stiamo gestendo le crisi e non i licenziamenti. E non mi pare poco”. Per questo Magnacca giudica “grave parlare di un Abruzzo in crisi industriale e addirittura permanente”, sostenendo che “ciò che la produzione industriale abruzzese sta vivendo è un problema nazionale” e che, colpendo l’automotive, “coinvolge a cascata l’intera catena delle forniture”.

Lo sguardo si allarga poi alle politiche europee e alla transizione dell’industria dell’auto. Magnacca parla di “conseguenze di una politica europea scellerata che ha messo in ginocchio uno dei comparti trainanti per l’economia abruzzese” e afferma che “occorre cambiare rotta”, rivendicando l’azione della Regione: l’Abruzzo, sostiene, “ha fatto la sua parte in Europa grazie all’impegno del presidente Marsilio” che avrebbe indicato “come fosse folle l’elettrico spinto”, “come fossero folli le multe che avrebbero dovuto pagare le case automobilistiche se non avessero prodotto una percentuale di auto elettriche” e “come fosse necessario rivedere le politiche per la riduzione delle emissioni di CO2”.

Nel quadro che tratteggia l’assessore, a bilanciare le difficoltà dell’automotive ci sarebbero indicatori economici positivi, a partire dall’export: Magnacca ricorda che l’Abruzzo sarebbe “terzo tra le regioni italiane più virtuose per l’andamento dell’export, con un incremento del 10,1% su base annua nel primo semestre 2025”, con “risultati particolarmente significativi” dal “farmaceutico, chimico-medicinale e botanico”, aggiungendo che si tratta di “dati che dimostrano la capacità dell’Abruzzo di competere a livello internazionale”. “L’export è un indicatore fondamentale della vitalità della nostra economia”, rimarca.

Anche sul lavoro, Magnacca richiama segnali favorevoli, soprattutto nel confronto col periodo pre-Covid: parla di “andamento positivo sull’occupazione”, sostenendo che “il mercato del lavoro in Abruzzo è in crescita nel numero degli occupati e tale crescita è superiore alla media nazionale”, come evidenziato — ricorda — dal Centro studi della Camera di Commercio del Gran Sasso (Cresa) su dati Istat, con una “crescita tendenziale degli occupati” che “continua a crescere in Abruzzo facendo segnare un più 2 per cento”. Da qui la sintesi politica: “Un Abruzzo vivace e in crescita”.

Tra i segnali “da cogliere positivamente” Magnacca include anche iniziative e tavoli settoriali: cita il comparto moda, richiamando gli “Stati generali della moda” a Pescara, e l’ultimo passaggio al Mimit sul settore auto, dove — riferisce — al tavolo nazionale dell’automotive “per lo stabilimento di Atessa” sarebbe previsto “l’aumento della produzione giornaliera di duecento veicoli con il ripristino del terzo turno”, con l’effetto atteso di “riduzione della cassa integrazione” e la conferma della Val di Sangro come area “leader nella produzione dei veicoli leggeri”, prospettiva che “non potrà non essere funzionale a nuovi sviluppi industriali di tutto il gruppo”.

Nel ragionamento dell’assessore entrano infine altri tasselli considerati strategici per il posizionamento regionale: la “costituzione del Distretto aerospaziale (DAAB)”, il “prossimo accordo con l’Agenzia Spaziale Italiana” e l’adesione alla “Rete Europea delle Regioni Chimiche (ECRN)”, elementi che — osserva — sarebbero “a dimostrazione della consistenza delle aziende chimiche e della farmaceutica di spessore internazionale”. Magnacca aggiunge che la Regione sta lavorando “per utilizzare al massimo le risorse a disposizione anche con il progetto di riconversione e riqualificazione industriale per rafforzare la capacità produttive e quindi occupazionali dell’Abruzzo”.

Sul piano del confronto sociale, l’assessore chiude ribadendo disponibilità al dialogo: “Sono sempre disponibile a tutta orecchi ma soprattutto pronta ad ascoltare il sindacato e le proposte che vorranno eventualmente far arrivare”, chiedendo però che il dibattito non si esaurisca in “una mera analisi dei dati senza contestualizzarli attraverso una lettura non pregiudiziale”.

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