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ico title sx Insieme per Sant'Egidio: "PRE non rinnovato, edilizia paralizzata e Comune danneggiato" ico title dx

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"Grave responsabilità dell’Amministrazione Amatucci"

Il tema della pianificazione urbanistica è al centro del dibattito a Sant’Egidio alla Vibrata dopo la scadenza, al 31 dicembre 2025, del Piano Regolatore Esecutivo (PRE) in vigore dal 2003 e il mancato rinnovo nei tempi previsti, scrive Insieme per Sant’Egidio. Sulla vicenda interviene proprio il gruppo consiliare dove in una nota, Luigino Medori e Simona Giovannini parlano di una situazione che, a loro giudizio, rappresenta “una delle più gravi dimostrazioni di incapacità amministrativa mai registrate” nel Comune, perché “per la prima volta nella storia amministrativa” il PRE “non è stato prorogato”, con l’effetto – sostengono – di “paralisi totale” per nuove richieste di permessi edilizi e per i Certificati di Destinazione Urbanistica. Medori e Giovannini aggiungono che la Variante al Piano Regolatore, più volte annunciata, risulterebbe “ancora ferma e priva di tempistiche certe”.

I due esponenti riferiscono anche la spiegazione data dal sindaco Amatucci, ossia “l’attesa della finanziaria 2026”, ma la definiscono un segnale di “preoccupante superficialità” e un tentativo di “dissimulare una grave mancanza”, richiamando il fatto che, alla data del 31 dicembre 2025, “sia la Legge Finanziaria sia il Decreto Milleproroghe risultavano pubblicati” in Gazzetta Ufficiale. Il punto, per Insieme per Sant’Egidio, è tecnico e amministrativo: la proroga, rimarcano, “andava comunque approvata entro i termini previsti”, perché “atti adottati oltre la scadenza non hanno efficacia retroattiva”, con “conseguenze pesantissime”.

Secondo Medori e Giovannini, l’impatto ricade su più livelli: “edilizia bloccata”, “professionisti e imprese penalizzati”, “cittadini danneggiati” e “perdita di entrate” per le casse comunali, comprese – affermano – quelle legate alla quota IMU su immobili collegati a schede o adozioni di piano, che oggi “risultano privi di capacità edificatoria”. Nella loro valutazione non si tratta di “una semplice disattenzione”, ma di “incapacità amministrativa”, “assenza di visione, programmazione e responsabilità”, fino alla domanda conclusiva che pone il tema delle ricadute: “chi risarcirà Sant’Egidio alla Vibrata per questo disastro amministrativo?”.

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