Dopo l'esperienza alla Berklee, mira a costruire un ponte tra artisti italiani e americani
Ne è passato di tempo da quando, a Civita di Oricola, in quella parte di provincia dell'Aquila incollata al Lazio, prima dei plug-in e delle sale trattate, bisognava risolvere il problema più antico del mondo: tenere fuori dalla musica quello che musica non è.
Nella fattispecie, i rumori del pollaio: prima ancora di pensare a compressori e riverberi, c'era da capire come non far finire nelle registrazioni una vita quotidiana che entrava in stanza senza chiedere permesso.
Oggi Leonardo Cococcia, classe 1998, lavora tra Roma e New York, con crediti internazionali e un obiettivo dichiarato che suona quasi semplice (e infatti non lo è): costruire un ponte operativo tra professionisti italiani e statunitensi.
Mettere in comunicazione metodi, standard, abitudini di studio e soprattutto persone. Il suo percorso parte dall'Italia: liceo scientifico a Tivoli, poi Conservatorio Santa Cecilia a Roma e studio della chitarra jazz con Fabio Zeppetella. "Suono da quando avevo otto anni". La produzione arriva presto così come la spinta verso l'estero alla ricerca di una scena "collaborativa", dove i brani nascono dall'incastro di visioni e culture. Per fare il salto punta sulla borsa Fulbright Afam 2023 da 50.000 dollari: "Era l'unica possibilità che avevo, altrimenti non sarei neanche potuto andare". Poi l'ammissione al Berklee College of Music nel campus di New York, ospitato ai Power Station Studios. Resta negli Stati Uniti due anni e mezzo, si laurea nel 2024 e macina sessioni e relazioni: "da quelle parti non ti conosce nessuno, quindi devi stare lì costantemente a ricercare opportunità". Tra palco e studio si muove tra Manhattan e Brooklyn, passando anche da contesti istituzionali (Ambasciata italiana a Washington Dc, Nyc City Hall) e luoghi come Sultan Room, Brooklyn Made e Arlene's Grocery. In studio firma crediti finiti su stampa internazionale e uscite distribuite da Sony Music. Partecipa al controllo qualità della versione Cd di 'Don't Be Dumb' di A$AP Rocky, masterizzato da Tatsuya Sato. A inizio 2025 entra nello staff audio per il campus Berklee Nyc ai Power Station. Da qualche tempo è in contatto con il vincitore di Grammy 'Commissioner' Gordon Williams e, di rientro a New York, collaborerà con lui come "assistant audio engineer", assistente tecnico del suono.








Abruzzo-New York, andata e ritorno: Cococcia tra mixer e palco 

















