Il lavoro di Fabiano Di Damaso e del suo team ridà vita all’opera di Antonio Rotondi
Un ritorno, una rinascita, una promessa mantenuta. Domenica 19 ottobre 2025, alle ore 16.00, Sant’Omero inaugurerà il nuovo murale “C’era una volta”, opera di Fabiano Di Damaso insieme al suo team artistico composto da Monia Frangioni e Gloria Waibl.
Un progetto che non è soltanto un omaggio all’artista Antonio Rotondi, autore del murale originale del 1986, ma anche una celebrazione dei quasi quarant’anni di arte pubblica nel borgo e del trentennale dell’attività muraria di Di Damaso.
Dal genio di Rotondi alla nuova generazione di artisti
Tutto ebbe inizio nel 1986, quando Antonio Rotondi realizzò il suo murale “C’era una volta”, un racconto visivo della vita contadina e della sua ciclicità: madri, bambini, frutti e animali diventavano simboli universali della nascita, del lavoro e del ritorno alla terra.
Accanto a quell’opera, Rotondi ne dipinse una seconda, dai toni più drammatici e simbolici, in cui si intrecciavano la guerra, la povertà e la forza vitale della natura.
Col passare degli anni, le superfici murarie si sono deteriorate, rendendo urgente un intervento di recupero. La scomparsa di Rotondi, nel 2013, ha trasformato le sue opere in testimonianze preziose di un linguaggio artistico popolare e profondamente umano.
Il ritorno di Fabiano Di Damaso
Dieci anni dopo il primo murale di Rotondi, nel 1995, un giovane Fabiano Di Damaso lasciava il proprio segno a Sant’Omero con un’opera dedicata alla piazza storica del paese, ricostruita grazie ai racconti degli anziani.
Quel lavoro, nato come atto d’amore verso la memoria collettiva, segna l’inizio di un dialogo artistico che oggi si rinnova.
Nel 2025, a dodici anni dalla morte di Rotondi e a trent’anni dal suo debutto, Di Damaso torna dove tutto è cominciato per ridare vita a “C’era una volta”, reinterpretandolo con un linguaggio contemporaneo, libero ma fedele nello spirito.
«Spero che questa mia ricerca e riflessione possa esservi d’aiuto e fonte di ispirazione in questa fase conclusiva di rifacimento e rinascita che stiamo condividendo», scrive l’artista. «Vi ringrazio per l’impegno e la passione con cui continuate a custodire questa eredità.»
Un viaggio tra simboli, memoria e rinascita
Il nuovo murale è un racconto per immagini che attraversa le stagioni della vita.
Il bambino rappresenta la coscienza universale e l’inizio del cammino; la madre incarna l’amore silenzioso e protettivo; l’anziano con la falce ricorda il tempo e la fatica del lavoro nei campi; il contadino che si disseta celebra la semplicità della vita rurale.
Al centro, un pittore tra le spighe rende omaggio a Rotondi, pronto a dipingere una fanciulla al posto della vecchia: gesto simbolico di rinascita, dove il passato si trasforma in futuro.
Chiude il racconto lo spirito del contadino che guida i buoi verso casa, metafora del ritorno all’origine, mentre la Medusa, custode antica della terra, veglia al centro del ciclo eterno.
«Questo murale è un viaggio», racconta Di Damaso. «La vita nasce con il bambino, cresce nella fatica e nell’amore, conosce la bellezza e la fragilità, e infine ritorna alla sua origine. Ma più di ogni altra cosa, è un omaggio a chi non c’è più, a coloro che hanno popolato queste strade e costruito con sacrificio e passione il tessuto vivo di questa comunità.»
Un progetto collettivo per il futuro
Il rifacimento di “C’era una volta” è stato promosso dall’associazione La Restanza e sostenuto dall’intera comunità di Sant’Omero, che ancora una volta si è stretta intorno alla propria storia.
Accanto al nuovo murale, Di Damaso e il suo team lavoreranno anche a una rilettura del secondo murale di Rotondi, con una tematica ancora in via di definizione, che affronterà temi attuali come ambiente, migrazioni e dialogo tra generazioni.
Una memoria che continua a parlare
Dal 1986 al 2025, i murales di Sant’Omero raccontano una lunga storia di memoria, arte e identità.
Queste opere non sono semplici decorazioni urbane, ma archivi vivi, capaci di conservare la voce del passato e di aprire nuove prospettive sul futuro.
In ogni pennellata, nel colore che si fa racconto, rivive la convinzione che l’arte — come la terra — non muore mai, ma si rigenera, stagione dopo stagione.








Rinascita di un murale al centro storico di Sant’Omero: il 19 ottobre l'inaugurazione 


















