L’Istituto Superiore di Sanità diffonde un vademecum per prevenire intossicazioni e riconoscere conserve alterate
In seguito ai recenti casi di intossicazione da tossina botulinica, l’attenzione resta alta e l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) ha diffuso un decalogo di prevenzione e riconoscimento dei cibi potenzialmente contaminati.
Uno dei passaggi cruciali è il controllo visivo del contenitore prima dell’apertura: un tappo convesso, il tipico rumore “click clack” alla pressione, eventuali sversamenti di liquido o presenza di bollicine sono segnali che il sottovuoto è stato perso e che potrebbero essersi sviluppati microrganismi con produzione di gas. In tali casi, la conserva va scartata senza assaggiarla.
Anche in assenza di gas, un odore o colore insoliti sono campanelli d’allarme: significa che il prodotto è alterato e non va consumato. La bollitura per 5-10 minuti può inattivare temporaneamente la tossina, ma l’alimento va mangiato subito. Il congelamento, invece, non la distrugge.
La corretta conservazione gioca un ruolo determinante: le conserve, una volta aperte, vanno riposte in frigorifero e consumate in breve tempo, poiché il freddo rallenta ma non arresta il deterioramento.
I sintomi del botulismo alimentare di solito compaiono entro 24-72 ore e includono disturbi alla vista (visione sdoppiata, difficoltà a tenere le palpebre aperte, pupille dilatate), secchezza della bocca, problemi di deglutizione e di articolazione della parola. Riconoscerli tempestivamente è fondamentale per intervenire subito.
In presenza di qualsiasi dubbio, rivolgersi al proprio medico o nei casi più gravi, recarsi immediatamente al Pronto Soccorso.








Botulino. Come riconoscere conserve a rischio: le indicazioni dell’ISS 
















