È stazione appaltante di 46milioni di fondi: nuova veste per il centro storico, nuova offerta universitaria e culturale
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Un nuovo volto per l'ex manicomio, dopo anni di attesa, fondi perduti, un nuovo volto per il centro storico e per l'esperienza universitaria e culturale della provincia di Teramo. L'UniTe oggi è stazione appaltante di 45 milioni di euro di lavori pubblici sul territorio, grazie al progetto strategico della Cittadella della cultura che sorgerà nell'ex ospedale psichiatrico, grazie al raddopio della sede di Medicina Veterinaria e alla nascita del Centro di ricerca AgroBioServ.
A fare il punto in conferenza stampa questa mattina è stato il Magnifico Rettore Christian Corsi: «Insieme agli altri, quello della Cittadella è uno dei progetti strategici di Ateneo che ho posto al centro del mio mandato: una imponente opera di riqualificazione urbana che vedrà la nascita di uno spazio condiviso destinato alla cultura e all’alta formazione e consentirà all’Ateneo di radicarsi in centro storico e potenziare il proprio ruolo di presidio culturale e sociale».
La Cittadella potrebbe ospitare Scienze della Comunicazione, Scienze Politiche e potrebbe portare a una rivisitazione degli spazi per il Dipartimento di Giurisprudenza, collateralmente alla definizione di quelli del Tribunale di Teramo. «Immagino un'università in cui gli studenti delle materie giuridiche escono dall'aula universitaria ed entrano subito in quella di tribunale: spazi congeniali per una formazione completa ma anche comoda».
Certo è che l'Università di Teramo si pone oggi come stazione appaltante per circa 46milioni di fondi che saranno utilizzati non solo per l'offerta formativa, ma a 360 gradi per il territorio: una posizione che pone l'ente, di fatto, come amministratore e riqualificatore di una fetta importante del patrimonio storico, culturale, edilizio di Teramo. Un dato che il Rettore sottolinea, insieme alla velocità del passo portato avanti dalla sua governance: «L'ho detto sin dall'inizio, il mio impegno sarà limpido, rapido, netto». Alla domanda infatti se intende collaborare con altre realtà universitarie per questo progetto, Corsi risponde di essere «in buoni rapporti con tutti, ma ho io la responsabilità della tempistica ed esprimo una concretezza e una velocità diversa».
Il Rettore ha ripercorso l’iter che ha portato alla nascita del progetto della Cittadella, a partire dalla sottoscrizione nel 2016 del Masterplan Abruzzo-Patto per il Sud tra Presidenza del Consiglio dei Ministri e Regione Abruzzo, con lo stanziamento di 30 milioni di euro destinati al recupero e alla riqualificazione dell’area, fino al concorso di idee per la progettazione dell’opera, chiuso nel 2018.
Sono state poi illustrate le fasi più recenti, seguite alla revoca dei finanziamenti e alla successiva lunga fase di stallo che ha subito il progetto. L’iter ha ripreso impulso con la firma del nuovo atto di concessione per la realizzazione dell’opera, siglato dal rettore Corsi con la Regione Abruzzo il 27 gennaio scorso, atto che ha permesso il recupero di 20 milioni di euro di finanziamento. L’Ateneo ha potuto così procedere con la pubblicazione della procedura per l’affidamento dei lavori di realizzazione che interesseranno una superficie di 8.094 metri quadrati, rispetto ai 21.000 mq del progetto complessivo.
Il bando, chiuso lo scorso 20 giugno, ha riscosso grande interesse e il Rettore ha annunciato l’arrivo di 35 proposte. L’Ateneo ha nominato la Commissione di valutazione che dovrà esaminarle, con una tempistica di 60 giorni. Il termine per la realizzazione dei lavori è fissato per il 31 dicembre 2028. In ottica di trasparenza e di rendicontazione pubblica delle fasi e dello stato di avanzamento dei lavori, l’Ateneo ha rilasciato una prima versione del sito web dedicato all’opera (www.cittadella.unite.it), sul quale sarà possibile reperire tutte le principali informazioni e gli aggiornamenti dell’iter di realizzazione dell’opera.
L’obiettivo è di creare un centro d’eccellenza in grado di generare un impatto significativo sullo sviluppo socio economico della città e del territorio, grazie alle attività promosse, alle sinergie con istituzioni e associazioni culturali e al recupero di tanti spazi – oggi abbandonati – di forte richiamo culturale e sociale. Il rettore Corsi ha voluto sottolineare, in particolare, il ruolo centrale dell’opera per il rilancio dell’identità del territorio e della città, vocata ad essere centro di attrazione e di eccellenza per la ricerca e la cultura, due volani fondamentali per la rivitalizzazione dell’intero territorio dal punto di vista sociale ed economico. «Questo progetto – ha spiegato – non vuole solo ricomporre una ferita urbanistica e nella memoria della città. Attraverso la Cittadella della cultura vogliamo riscoprire e sottolineare una nuova vocazione della città nel segno della cultura, dell’innovazione e della ricerca. Distinguersi e trovare una propria identità è ormai una vera e propria urgenza per una città come Teramo che assiste da tempo a un progressivo spopolamento del centro storico, che ha visto la chiusura di importanti uffici pubblici e servizi, l’erosione del sistema bancario locale, la perdita del traino del sistema manifatturiero. Serve un nuovo modello vocazionale che aiuti Teramo a distinguersi e a esprimere una propria unicità così come stanno facendo bene altre città capoluogo in Abruzzo. La Cittadella della cultura è l’occasione per farlo e, come Ateneo, intendiamo indirizzare e guidare questo percorso di rinascita per far emergere l’unicità e il valore di Teramo fuori dai suoi confini e metterla al centro di modelli e opportunità nazionali e internazionali».








UniTe tra i protagonisti della riqualificazione: ecco la Cittadella della Cultura nell'ex manicomio 















