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ico title sx Siamo Alba chiede la deroga all’ordinanza per il bar della stazione ico title dx

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"Offre servizi igienici, informazioni e biglietteria: non può avere limiti d’orario"

Il gruppo consiliare “Siamo Alba” interviene in merito all’ordinanza firmata dalla Sindaca Casciotti, che stabilisce una limitazione degli orari di apertura per le attività di commercio al dettaglio del settore alimentare e di somministrazione di cibi e bevande nell’area della stazione ferroviaria, Piazza IV Novembre e nel tratto di Via Roma.

«Riteniamo giusto e doveroso – spiegano i consiglieri di Siamo Alba – chiedere una deroga specifica per il bar della stazione di Alba Adriatica. Non si tratta di un esercizio commerciale qualunque, ma di un vero presidio di servizio pubblico, che da tempo svolge funzioni ben oltre la semplice vendita».

Il gruppo consiliare sottolinea come il bar supplisca alla cronica mancanza di servizi adeguati nello scalo ferroviario: «Mette a disposizione i servizi igienici, supplendo all’inagibilità dei bagni pubblici della stazione. Fa da biglietteria informale per treni e pullman, dato che la macchina automatica non è ancora funzionante. È un punto di informazione per orari e collegamenti, garantendo assistenza a pendolari, turisti e cittadini».

Viene evidenziato anche il suo orario di apertura, calibrato sulle esigenze del traffico ferroviario: «Copre una fascia molto ampia – aggiungono – dal primo treno delle 5:45 fino all’ultimo delle 21:30».

Per i consiglieri di Siamo Alba, «un servizio di questo tipo merita riconoscimento e tutela, non ostacoli». E criticano la scarsa attenzione con cui, a loro avviso, l’ordinanza è stata predisposta: «È sorprendente che non sia stato dato il giusto peso e la giusta importanza a tali funzioni e lascia basiti pensare che si sia adottata una limitazione senza considerare la professionalità di chi garantisce ogni giorno questi servizi nel pieno rispetto delle leggi».

Il gruppo conclude ribadendo l’impegno a sostenerne la causa: «Sosterremo in tutte le sedi opportune la richiesta di una deroga amministrativa, convinti che presidiare i luoghi pubblici con attività vive e utili sia nell’interesse dell’intera comunità».

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