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ico title sx Ecco gli eletti del nuovo consiglio regionale in Abruzzo ico title dx

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A Teramo nessuna donna eletta, Paolo Gatti il più votato, record per Mariani in opposizione e la Lega perde il seggio

QUI TUTTI I RISULTATI DELLO SPOGLIO E I SINGOLI CANDIDATI SU TERAMO

La vittoria del centrodestra era nell'aria, anche in quell'aria che spirava dalla Sardegna e che i sondaggi, comunque, non hanno mai respirato. Marsilio aveva detto venerdì sera: «Vi prometto due cose: che l'unica sarda che festeggerà domenica sarà mia moglie e che vi farò andare a casa verso mezzanotte l'una, perché sarà chiara la nostra riconferma con 10 punti percentuali». I punti sono 7 ma ci sono, erano evidenti già dalle prime ore: Marsilio si riconferma con il 53,50% contro il 46,50% di Luciano D'amico. 

I punti focali di queste elezioni? Solo tre donne elette in regione, nessuna su Teramo, Teramo perde il seggio della Lega e l'Abruzzo riconferma per la prima volta nella storia il governo uscente. 

Ma andiamo alle liste e ai candidati. 

Con il 24,1% Fratelli d'Italia si impone come primo partito e scattano ben 8 seggi. Il primo degli eletti è Mario Quaglieri a L'Aquila con 11.748 voti; secondo Paolo Gatti che a Teramo vola sulla standing ovation dei 10.867 voti. Ce lo aspettavamo? Sì. Ma Paolo Gatti, come spesso ha dichiarato, è uno di quei personaggi politici che o si odia o si ama e oggi oltre 10mila teramani l'hanno amato. Una riconferma, sicuramente, della sua autorevolezza sul territorio. Aveva chiesto di essere il più votato della regione: ha ottenuto un secondo posto più che dignitoso e che va riconosciuto. Seguono poi a Chieti Tiziana Magnacca 9.617 e Nicola Campitelli 8.463; a L'Aquila Massimo Verrecchia 7.758; a Teramo Umberto D'Annuntiis con 7.407. Il sottosegretario ha portato a casa il suo bagno di folla sempre presente nei comizi elettorali e lo ha portato da solo, all'interno di un partito che a livello locale ha puntato più sui Gatti Rossi o sull'armocromia. D'Annuntiis infatti si era defilato nell'ultimo periodo dagli eventi di partito e ogni singolo voto, se l'è guadagnato da solo. Su Teramo ci aspettiamo l'ingresso con la surroga di Marilena Rossi e i suoi 5.381 voti e forse vedremo una donna teramana in consiglio regionale. Donna di partito la Rossi è riuscita a portare avanti la campagna oltre che per gli altri anche che per sè stessa con un ottimo risultato. A Pescara Luca De Renzis 4.732 e Leonardo D'Addazio 4.490.

All'opposizione primeggia invece il Partito Democratico con il 20,29% e porta a casa 6 seggi. Primo tra tutti, e anche qui una riconferma, Antonio Blasioli con 9934 voti a Pescara e Silvio Paolucci con 8669 a Chieti. A Teramo record di sempre per Sandro Mariani che porta a casa 7532 voti, nonostante il PD locale fosse sul carro dell'altro consigliere uscente Dino Pepe, che ha ottenuto un altro ottimo risultato con 7371 voti. Numeri affatto semplici da conquistare soprattutto su Teramo Capolugo, considerando anche la presenza nella lista del presidente dell'assessore ai lavori pubblici Giovanni Cavallari. Su Teramo ha vinto Luciano D'Amico seppur per una manciata di voti ed è l'unica provincia rossa.
Nel PD seguono poi a L'Aquila Pierpaolo Pietrucci con 5796 voti e di nuovo a Pescara Antonio Di Marco con 4192.

Ottimo risultato per Forza Italia con il 13,44% e 4 seggi scattati. Il partito di Berlusconi va avanti anche dopo la scomparsa dell'ex premier e vola sulla Lega che non riesce a raggiungere neppure l'8%. 9600 voti a L'Aquila per Roberto Santangelo; 8822 a Pescara per l'ex presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. A Chieti c'è Daniele D'Amario con 5408 voti mentre a Teramo la vibrata sceglie ancora Emiliano Di Matteo. C'aveva visto lungo l'ex consigliere oggi rieletto, che nella scorsa tornata era candidato nella Lega quando aveva superato abbondantemente il 30%. L'anno scorso il cambio di casacca con l'ingresso in Forza Italia. Non ce la fa il sindaco della ricostruzione, Daniele Palumbi di Torricella Sicura, che seppur riportando 2.460 voti, si piazza quarto dopo Gabriele Astolfi e Rita Ettorre.

7,56% per la Lega che si deve accontentare di 2 seggi, con la perdita per la rappresentenza su Teramo. Teramo infatti non solo non fa scattare il seggio, ma perde anche un assessorato importante, quello al lavoro e alle politiche sociali di Pietro Quaresimale. Dopo il risultato di quasi 9000 voti del 2019, Quaresimale continua a difendersi degnamente in un momento storico politico di sopimento per il partito di Matteo Salvini, e porta a casa infatti 5596 voti. L'assessore del fare, quello presente a ogni vertenza, quello sulla cui figura si è giocato durante le scorse comuniali, quello su cui il presidente Marsilio in campagna elettorale ha detto: «Io non ci credo alle cattiverie che vengono dette su di te», quello che ha portato avanti i progetti per il dopo di noi, per il caregiver, per l'inclusione e la disabitlità.
I due seggi scattano invece a L'Aquila, con la riconferma di Emanuele Imprudente con 7034 voti e a Pescara Vincenzo D'Incecco 5952.

Movimento 5 Stelle, due seggi che scattano a Chieti con Taglieri Sclocchi Francesco e i suoi 2.178 voti, e a Pescara con Erika Alessandrini 2.463. Non ci aspettavamo di più dai pentastellati, il campo largo potrebbe avergliela fatta pagare. Qualcosa in più poteva essere fatto forse su Teramo, visto che il partito aveva scomodato anche il leader nazionale Giuseppe Conte per portarlo nelle case Ater di via Balzarini. Ma poco può fare l'ex premier se a livello locale non ci si aiuta: non è un mistero che l'assessore al comune di Teramo Pina Ciammariconi, si sia mostrata spesso al fianco del compagno di banco, l'assessore Giovanni Cavallari, per sostenerlo durante la campagna. Peccato che Cavallari fosse nella lista del presidente. 

A proposito di lista del presidente D'Amico, due seggi con il 7,66%, innegabilmente buono il risultato proprio dell'assessore Giovanni Cavallari che scatta su Teramo ed entra con 4.691 voti. Dalla prossime ore si prevederà un nuovo assetto nella giunta D'Alberto, come anticipato anche dal rieletto consigliere regionale Sandro Mariani . A chieti invece scatta Vincenzo Menna con 2.622 voti.

Marsilio presidente ne mette due con il 5,72%. Luciano Marinelli a Chieti con 2.168 voti, Luigi Gianpaolo a L'Aquila con 1.014

Ottimo il lavoro di Azione che riesce a piazzare a Teramo Enio Pavone con 2.765 voti, unico seggio scattato con il 4%. La strategia portata avanti dal segretario provinciale Alessio D'Egidio, non senza l'aiuto del deputato teramano Giulio Cesare Sottanelli, ha permesso ad Azione di muovere le pedine in consiglio comunale, con un membro in opposizione e uno traslato dalla maggioranza; in consiglio provinciale in cui ha fatto da vero e proprio ago della bilancia per la maggioranza di Camillo D'Angelo; in regione in cui a differenza della Lega ha conquistato il seggio teramano. Riguardo all'assessore traslato in Azione dalla maggioranza, il merito per il lavoro svolto va riconosciuto a Valdo Di Bonaventura che ha condotto la campagna tra la gente, senza dimenticarsi del suo lavoro su Teramo Capoluogo. Per lui la ricompensa di 2007 voti.

Alessio Monaco di Allenza Verdi scatta a Chieti con 2.145 voti. Il partito porta a casa un solo seggio con il 3,57%.

2,68% per Noi Moderati e un seggio a L'Aquila con Marianna Scoccia. Non ce la fa a Teramo Dodo Di Sabatino, che riesce comunque a piazzarsi in pole position con 2.474 voti. 

 

NS

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